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Un link contro l’anoressia

Il Governo ha presentato il sito TimShel.it, un portale che intende portare online un po’ di sana informazione a proposito dell’anoressia. Timshel è una piazza virtuale, nata con l’intento di favorire una sana alimentazione e di prevenire e combattere i Disturbi del Comportamento Alimentare, troppo spesso generati da abitudini dietetiche errate e dal desiderio di [...]

Il Governo ha presentato il sito TimShel.it, un portale che intende portare online un po’ di sana informazione a proposito dell’anoressia.

Timshel è una piazza virtuale, nata con l’intento di favorire una sana alimentazione e di prevenire e combattere i Disturbi del Comportamento Alimentare, troppo spesso generati da abitudini dietetiche errate e dal desiderio di adeguarsi a mode e miti dei tempi moderni. Miti invadenti. Miti, per questo, da sfatare.

Sul Web italiano ci sarebbero ad oggi oltre 300.000 siti sui quali viene promossa l’anoressia. “Pro-ana” lo chiamano: la piaga dell’anoressia è qualcosa di invisibile ma concreto, e sul web ha trovato un terreno sano per sfogare le proprie tensioni.

Il Governo ha fatto la propria parte con il proprio “Chi si ama ci segua“, noi faremo la nostra. Offriamo tutti un link al sito Timshel.it. Portiamolo in alto sui motori, facciamo informazione, facciamo sì che chi cerca l’anoressia trovi la risposta giusta al suo problema. Ogni link sarà prezioso.

Se vuoi aggiornamenti su Un link contro l’anoressia inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • Andrea

    Io ho linkato, speriamo non sia un’altro flop.

  • http://blog.webnews.it Giacomo Dotta

    Lo sarà, fidati. Ma la coscienza è a posto. Urlare nelle nicchie serve a poco, e fuori c’è troppo rumore per stare ad ascoltare.

    Occorre fare la propria parte, dopodiché sarà l’intelligenza (?) collettiva a sentenziare

  • Renata

    Dopo 20 anni di malattia di mia figlia continuo sempre a sperare che qualcuno, chissà mai, un giorno possa anche occuparsi di quelle mamme che da un giorno all’altro hanno smesso di vivere una vita normale per entrare in un incubo così doloroso che solo l’amore per la figlia malata impedisce loro di aprire una finestra e buttarsi nel vuoto. Solo per non sentire più quel dolore immenso.
    Continuo, nonostante tutto, a sperare