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Kodak Instamatic e la foto per tutti

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Siamo agli inizi degli anni ’60 e lo sviluppo di pellicole fotografiche a colori è in piena fermentazione, mentre le macchine cercano di ridurre sempre più le loro dimensioni.

Kodak è un grosso produttore, reduce sia di molte innovazioni sul fronte delle pellicole, sia di una serie di macchine fotografiche con cui cerca di rendere la vita facile a tutti, nell’ottica che l’ha sempre contraddistinta nel panorama fotografico.

Ed è proprio in quest’ottica che l’azienda decide il passo successivo e da il via allo sviluppo e relativa commercializzazione della serie Instamatic.

In quegli anni, lo sviluppo portò ad una nuova pellicola, la 126 anche più comunemente chiamata Instamatic. Questo proprio perché nel 1963 vennero presentate contemporaneamente la pellicola 126 e la Instamatic 50 (fino ad allora chiamata “Projekt 13“).

La pellicola 126 era disposta in una cartuccia e questo rendeva facile il cambio e il caricamento di una nuova pellicola, anche a chi non fosse esperto (era anche costruito con una forma asimmetrica).

Bastava inserire la pellicola e scattare; d’altro canto, non è che altre opzioni fossero poi molte. I comandi erano semplicissimi, due le impostazioni possibili (Nuvoloso o Soleggiato) e poco altro, come una ottica poco luminosa, niente automatismi e un tempo di sincronizzazione di 1/40 di secondo con il flash, i quali erano dei piccoli apparecchi quadrati usa e getta.

Negli anni in cui fu prodotta, la serie Instamatic conobbe un ottimo successo sul mercato. Basti pensare che dal 1963 al 1970 ne furono vendute all’incirca 50 milioni di esemplari in tutto il mondo, riuscendo a creare un nuovo mercato e indurre al successo la pellicola 126 (pellicola nata con l’handicap di scarsi risultati in ambito professionale o per quello amatoriale più evoluto), oramai di difficile reperibilità.

Dopo questo successo si passò alla serie Poket Instamatic, progettata da Kenneth Grange, la quale si presentava ancora più piccola per l’utilizzo di una evoluzione della pellicola rappresentata dal modello 110. Le cartucce di questa nuova serie presentavano lo stesso sistema facilitato di caricamento, ma dimensioni inferiori.

Anche se queste dimensioni inferiori portano innegabili perdite in fase di qualità di stampa, le Pocket Instamatic vendettero circa 25 milioni di esemplari in tre anni. Il modello top era rappresentato dalla Pocket Instamatic 60, con corpo in acciaio, telemetro ed esposizione automatica.

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