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Facebook rivede il suo marketplace

La sezione per gli annunci del grande social network vedrà una totale risistemazione per l'inizio del prossimo anno. A lavorare alla nuova versione sono stati chiamati gli specialisti di Oodle che già hanno sistemato l'equivalente del rivale MySpace

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Il già esistente Marketplace di Facebook sarà ripensato grazie alla collaborazione di Oodle, compagnia specializzata negli annunci che già collabora con altri social network tra cui il rivale Myspace. La nuova versione di Marketplace è prevista per l’inizio del 2009.

La zona inserzioni e acquisti del social network di Zuckerberg esiste già dal maggio 2007: si tratta in sostanza di un modo per cercare di piazzare i propri oggetti senza necessariamente darli a sconosciuti tramite siti come eBay e senza importunare gli amici con email moleste. Il mancato successo dell’idea e le molte lamentele hanno però fatto pensare che il problema sia nella scarsa navigabilità e comprensibilità del sito.

Ad annunciare la collaborazione dal suo blog è proprio Craig Donato, CEO di Oodle, ponendo la questione su un piano emozionale: «Alle volte trovare una buona casa per gli oggetti che non usiamo più è più importante che venderli al miglior prezzo possibile. Ad esempio se devo dare via dei biglietti di un concerto preferisco che vadano ad un amico o a qualcuno che conosco».

Il conflitto di interessi sarà però molto forte in quanto è proprio grazie ad Oodle e alla sua tecnologia che il rivale di proprietà di Rupert Murdoch ha conquistato la prima posizione nel settore delle inserzioni su social network, un campo al momento non di grande valore ma che, come è facile immaginare dati gli impressionanti numeri sviluppati da Facebook e MySpace, ha un grande potenziale.

Per quanto riguarda MySpace il lavoro di Oodle è stato tutti diretto all’integrazione delle potenzialità delle inserzioni e dello scambio di oggetti reali all’interno delle API, dei meccanismi e dei profili del social network. Proprio da tale integrazione dovrebbero scaturire le possibilità di advertising migliori. C’è da aspettarsi dunque qualcosa di simile anche per Facebook.

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