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Mariastella Gelmini apre un canale su YouTube

Ho deciso di aprire un canale su YouTube perchè intendo confrontarmi con voi sulla Scuola e sull’Università. Voglio accogliere idee, progetti, proposte, anche critiche. Una cosa però non farò mai: quella di difendere lo status quo o di arrendermi ai privilegi o agli sprechi. Dobbiamo avere il coraggio di cambiare e lo dobbiamo fare insieme. [...]

Ho deciso di aprire un canale su YouTube perchè intendo confrontarmi con voi sulla Scuola e sull’Università. Voglio accogliere idee, progetti, proposte, anche critiche. Una cosa però non farò mai: quella di difendere lo status quo o di arrendermi ai privilegi o agli sprechi. Dobbiamo avere il coraggio di cambiare e lo dobbiamo fare insieme.

La firma è di Mariastella Gelmini e la presentazione è per il nuovo canale che il Ministro per la Pubblica Istruzione ha aperto su YouTube:



Interessante il fatto che il Ministro usi YouTube e abbia Google in bella vista sulla scrivania. No, non si pensa in alcun modo sia una markettara (al giorno d’oggi chi non usa Google? E chi non userebbe YouTube?), ma sono questi due espedienti semplici per aprire più facilmente un codice comunicativo comune con chi guarda. Due strumenti in bella vista da condividere, per parlarsi negli occhi, per partire da una base comune. Un metodo grezzo e semplicistico, forse, comunque chiaro e proficuo.

Ora: quanto può essere utile un canale su YouTube per discutere? Aprire un blog non sarebbe forse più saggio? Scrivere, invece che presenziare ad una registrazione, non favorirebbe la partecipazione e l’approfondimento? Qui si parla del mezzo e non del fine, occhio: sulla riforma in sé ci sono altri spazi, luoghi e modi per poter discutere.

Se vuoi aggiornamenti su Mariastella Gelmini apre un canale su YouTube inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • http://www.aleantonelli.altervista.org Gabbianone94

    Infatti un blog sarebbe stata una scelta più adatta. Chissà, forse l’ha scelto per la popolarità di cui gode tra gli adolescenti? Boh.
    Ma più che altro c’è una cosa che mi preoccupa: la possibilità di disattivare l’aggiunta di commenti nei video di Youtube o, peggio, di eliminare quelli indesiderati…
    Nel sito personale della Gelmini tempo fa avevo visto delle pagine riservate a commenti degli utenti… erano centinaia, e tutti entusiastici. Allora io mi sono detto: ma è possibile che con tutte le critiche che ha suscitato sia davvero così? Senz’altro c’è qualche censore che taglia tutti quelli che non esprimono commenti positivi. Speriamo che mantenga la parola e non censuri anche su Youtube.

  • Emanuele

    Caro Giacomo, vorrei provare a cogliere lo spunto dalla tua distinzione fra mezzo e fine: credo che il mezzo, YouTube, sia il canale adatto per colpire il target degli studenti, vale a dire coloro i quali fruiscono del servizio dell’istruzione pubblica; il fine è far arrivare, mediante l’efficacia di una comunicazione friendly e up-to-date, uno spot pubblicitario.

    Credo anch’io che scrivere sarebbe il mezzo ideale per aprirsi alla partecipazione e al dibattito; non sono invece d’accordo con te quando dici che sarebbe più ‘saggio’.

    Perché qui lo scopo della Gelmini non è affatto confrontarsi, ma cercare di essere simpatica, con una strizzatina d’occhio, alla categoria di persone maggiormente interessata dalla riforma: tant’è che il contenuto del messaggio non è altro se non una petizione di principio.

    E poi, al di là di tutto, se cerchi davvero l’apertura, il confronto e il dibattito (su YouTube, su un blog, o con un ciclostile), lo fai PRIMA di aver approvato una legge, non dopo: questo dovrebbe essere il mestiere del politico.

    Il politicante invece, come in questo caso, fa tutt’altro.

    Occhio ragazzi: secondo me qui si tratta semplicemente del buon lavoro di un ufficio stampa, nulla più; non abituiamoci ai surrogati solo perché il mercato al momento non offre altro.

  • http://blog.webnews.it Giacomo Dotta

    Sì, sono sostanzialmente d’accordo con te. Per il resto rimango della convinzione che per queste operazioni il tempo sia il miglior giudice: non basta aver Google sullo schermo e un canale su YouTube per essere simpatici, né tantomeno valgono come simulacro di dialogo. L’operazione avrà successo solo e solo se nel tempo saprà crescere e svilupparsi.

    Cosa per cui rimango oltremodo scettico.

  • Emanuele

    Certo Giacomo: il tempo, come per la maggior parte delle cose, sarà il miglior giudice, e anch’io come te sono scettico sullo svipupparsi di un dialogo fra la Gelmini e gli studenti; ma non credo che sia questo il punto.

    Penso invece che la maggioranza delle persone (scusa se mi esprimo in questi termini, ma personaggi come la Gelmini sono stati voluti proprio dalla maggioranza delle persone) da un lato abbia la memoria corta; dall’altro sia particolarmente sensibile agli spot (vogliamo parlare ad esempio di… contratti?).

    Ora considera che YouTube è solo la punta dell’iceberg: la Gelmini ha a disposizione per diffondere questa cosa pressoché l’intero sistema televisivo nazionale e buona parte della carta stampata.

    La solita maggioranza direbbe: ‘Sai, la Gelmini è su YouTube: questo sì che è aprirsi ai giovani!’, nessuno andrebbe a vedere la sostanza della cosa, e lo spot sarebbe perfettamente riuscito.

    Chapeau!

  • http://versoilcentro.blogspot.com politico di centro

    Credo che le valutazioni sulla strategia di comunicazione di un personaggio politico debbano essere fatte non soltanto sulla base dello strumento più recentemente utilizzato ma sicuramente prendendo in considerazione le iniziative intraprese anche con l’ausilio degli altri strumenti di diffusione o interazione comunicativa sincroni e asincroni.

    Ha ragione chi dice che sarebbe stato utile un blog ma forse soltanto perchè i weblog sono strumenti molto diffusi in questi ultimi anni.
    Sarebbe interessante però anche tenere in debita considerazione l’importanza di strumenti come forum tematici o addirittura dei più blasonati gruppi di discussione.

    La Gelmini ha mostrato già, durante il periodo della protesta alla sua idea di riforma, l’intenzione al confronto ed alla raccolta delle impressioni mediante Facebook. In quel periodo è stato possibile, per esempio, utilizzare le aree di discussione di Facebook, cosa che attualmente è stata eliminata lasciando solo l’opportunità di scrivere una nota in bacheca.

    Per concludere ritengo si possa dire che c’è una ferma volontà al cambiamento e all’adozione di tutti gli strumenti di comunicazione e di interazione multimediale e che ancora c’è un grande disorientamento nel capire quali siano gli strumenti più adeguati ed efficaci alla comunicazione in base agli obiettivi che si vogliono raggiungere.
    Obama docet e speriamo che questa rivoluzione nella modalità di comunicazione parta dal presidente della Camera per diffondersi, in modo virotico, a tutti i livelli politici e dove sia necessaria la partecipazione politica nella piena affermazione di quella grande parola che oggi viene definita e-democracy!

  • http://webmail.tele2.it giuseppe merli

    Ho accolto con piacere le modifiche al dl
    per quanto riguarda le elementari.
    Spero che comunque le sue riforme non si perdino strada facendo e si finalizzino nei
    cinque anni di governo, come augurio prioritario. Ogni governo ha messo mano alla scuola e la stessa è sempre più impantanata ed ha perso terreno rispetto
    ascuole europee e non.
    Il problema degli edifici scolastici e la loro funzionalità non è uno scherzo e con ciò che si risparmia deve essere fatto
    un miglioramento strutturale in genere.
    Io ho un bambino che frequenta la prima elementare a Livorno, città da sempre rossa, che fà il modulo e posso dire che è
    veramente vergognoso che il sabato il riscaldamento è spento, perchè il tempo pieno finisce al venerdi. Risultato che questo bambino alla domenica ha sempre la tosse ed è raffreddato. Mi dica lei a chi ci dobbiamo rivolgere, quando la rappresentante della scuola per i genitori ci ha detto: di questo problema vi dovete interessare, visto che a lei non interessa perchè suo figlio fà il tempo pieno. Ogniuno parla secondo la propia convenienza ma purtroppo i problemi ci sono e se non risolti aumentano sempre di più. Spero molto di vedere nel prossimo futuro risultati dal suo impegno.

  • http://it.youtube.com/groups_videos?name=rispondiallagelmini rete studenti

    Da ciò che è emerso dai primi due video e da come viene trattato il feedback della rete, non si può dire che il canale YouTube di Mariastella Gelmini sia utilizzato come mezzo o esperimento di dialogo con gli studenti e il mondo della scuola: per ora sembra un canale di pura “propaganda”, che ripete sul web, cercando di scimmiottare alcune modalità comunicative di moda, le stesse tiritere dei comunicati ufficiali.
    La stessa presunzione di Verità unilaterale, lo stesso pressapochismo informativo che nasconde, dietro la giustificazione di un ipotetico rigore didattico, dei banali tagli economici, le solite accuse alla sinistra non allineata, la tendenza, qui solo un po’ più frenata, al tono da editto imperiale: il banditore riporta ancora una volta, anche esplicitamente, le parole e i voleri del capo.
    La modernità consiste solo nel porsi davanti anziché dietro la scrivania, nel vestire una maglietta anzi che un tailleur, ma vengono ripetuti li stessi concetti dei comunicati stampa, adottando solo un tono più ammiccante e paternalistico; un tono che in televisione sarebbe decisamente “bieco e pericoloso”, ma che non irretisce la maggior parte del popolo del web.
    Nel secondo video la Gelmini afferma chiaramente che il suo decreto è ormai legge, e il governo non ha alcuna intenzione di ridiscuterlo.
    Allora che dialogo sarebbe ?
    Non sarà che lo “sfogatoio” dei commenti ai video è solo un tecnologico pozzo oscuro in cui far sprofondare le proposte costruttive, lasciando a galla solo parolacce e insulti, tanto per compatire tutti questi studentelli ignoranti, che avrebbero bisogno solo di un Grande Maestro Unico?
    Vale la pena affannarsi a rispondere e azzardare proposte ?
    http://it.youtube.com/view_play_list?p=6F85416375620BB0

  • giulia moroni

    Gentile Signor Ministro, oggi con grande disappunto ho ascoltato una sua intervista trasmessa al tg1 in cui Lei signor Ministro dichiara che : ” la scuola pubblica non funziona a causa di docenti poco motivati e anziani” e propone come soluzione la possibilità di concedere un bonus economico alle famiglie che volessero iscrivere i propri figli alle scuole private. Incredibile! Un ministro di una funzione pubblica che fà pubblicità al concorrente. Come se un medico di un ospedale pubblico consigliasse all’ammalato di ricoverarsi in una clinica privata. Lei Signor ministro vuole migliorare la scuola di tutti o quella per pochi?

  • Maurizio

    Chissà se prima di essere nominata ministro, la Gelmini sapeva già che il suo ministero della pubblica istruzione sarebbe stato in realtà un?appendice del ministero dell?economia e delle finanze. Una sorta di cavallo di Troia usato dal governo per tentare di risanare i propri debiti, mascherando da riforma un sistema di tagli indifferenziato, foriero di un regresso senza precedenti nel mondo dell?istruzione del nostro paese. Alla fine però se ne sono accorti tutti e la stessa Gelmini ha dovuto ammettere che il decreto comporta 7,8 miliardi di euro di tagli alla Scuola. Ormai solo tra i fedelissimi chiamano ancora ?riforma? quello che in realtà si è rivelato un vero e proprio colpo di scure all?istruzione scolastica. Politici, sindacalisti, insegnanti, precari, da tempo dicono la loro sui giornali e in tv, ma sempre più di rado si fa riferimento ai contenuti del decreto, al punto che da pochi giorni qualcuno ha sostituito il concetto di ?maestro unico? con quello di ?maestro prevalente? del quale, manco a dirlo, nel decreto non c?è nessuna traccia. Per farsi un?idea basta leggersi gli otto articoli che compongono il ?taglio Gelmini? proprio dal sito del governo (http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/testo_int.asp?d=40106) . Quello che colpisce, oltre al titolo, ?Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università?, sono le premesse: ?Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di attivare percorsi di istruzione di insegnamenti relativi alla cultura della legalità ed al rispetto dei principi costituzionali??

  • stanchissima

    un commento sull’emendamento Valditara di cui ho letto: come formulato attualmente potrebbe non essere efficace. Gli insegnanti che si trovano in ultima fascia stipendiale con 35 anni di contributi e 59 di età, generalmente non sono in ultima fascia. Il conteggio ai fini della carriera è influenzato dal tempo di permanenza nel pre-ruolo. Gli anni trascorsi come supplente, oltre i primi quattro, sono calcolati per i 2/3.
    Un periodo di 10 anni ne vale quindi solo 8. In ultima fascia si entra con 35 anni effettivi di carriera economica…. Quindi dall’emendamento si deve stralciare quel ” che si trovino in ultima fascia stipendiale”. Spero il commento sia utile e… utilizzato. Stanchissima!!!!

  • Patrizia Monaco

    Gentilissima Ministro spero legga personalmente le lettere e i messaggi a lei inviati. Sono la mamma di due bambine :una di quasi 6 anni, che frequenta la prima elementare e quindi scuola dell’obbligo; ed una di appena 5 mesi. Le scrivo per manifestarle la mia paura rispetto all’influenza che si sta diffondendo. Panico o no, vaccino si vaccino no, paure fondate o meno io mi chiedo: possiamo aspettare che accada il peggio per fare qualcosa anche di forte come chiudere le scuole? io preferirei tenere a casa mia figlia con l’impegno di portare avanti il programma secondo le indicazioni date dalle insegnanti e non sottoporre le mie figlie ad un rischio giornaliero di essere contagiate. Oggi accompagnando mia figlia a scuola ho appreso che già due casi si sono presentati nel plesso scolastico frequentato appunto dalla mia bambina(due bambine sono state già ricoverate).
    In attesa di un suo consiglio o parere la ringrazio e le porgo cordiali saluti. Patrizia Monaco

  • Antonella

    Qualcuno sa com’è finita con il suo commisariamento riguardo le graduatorie ad esaurimento ex permanenti , o spero abbia vinto la sua battaglia non facendo entrare gli insegnanti che trasferivano la propria posizione.. a milano ci facciamo un mazzo per insegnare precariamente, poi arriva una tizia da caltanissetta con 2 punti in piu di me , magari mi supera, ma non insegna mai perchè una volta preso l’incarico manda certificati per tutto l’anno…..questa cosa è un vero tumore….spero tanto la vinca Mariastella.

  • Salvatore Vacatello

    Gentile ministro,
    spero, con queste poche righe, di aiutarla alla risoluzione dei problemi legati all’università ed ai precari .L’hanno assalita da tutte le parti, hanno strumentalizzato ogni cosa per farla desistere dal porre in essere la Sua riforma della scuola.Io credo che Lei stia facendo bene ed è per questo che mi permetto di offrirLe due idee che La sorreggeranno nel Suo percorso: a) occorrerebbe formulare un disegno di legge che obblighi le amministrazioni comunali, provinciali e regionali che ogni qualvolta avessero necessità di consulenze specialistiche, anzichè rivolgersi a professionisti di conoscenza esterni, dovranno invece rivolgersi alle università di giurisdizione, il rettore di quell’ateneo girerà la richiesta alla/e facoltà di competenza ed il preside di quella facoltà avvierà, servendosi della sua struttura e degli studenti, a realizzare quanto richiestogli. Il tutto con tariffe fisse e crediti formativi per gli studenti. Con questa metodologia si avrebbe un notevole risparmio economico per le pubbliche amministrazioni, un notevole introito per le casse delle università con la massima trasparenza possibile ed immaginabile.
    b) per quanto riguarda i precari, se fossi in Lei, li eliminerei facendo sparire la figura di precario e li assumerei con contratto a tempo indeterminato part/time mantenendogli i punteggi e le graduatorie fin quì acquisite; così facendo lavorerebbero un pò tutti risparmiando su cassa integrazione e compensi orari.
    Spero di averle fornito, se non altro, due spunti di riflessione che potrà approfondire con il ministro Tremonti.

  • Italoelia

    ma perchè non cambia mestiere,forse con altra parte del corpo si potrebbero ottenere migliori risultati,o almeno non sparare minchiate sui neutrini.