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Vodafone: rigettato dalla Corte di Mumbai l’appello su tasse da 2 mld USD

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È stato respinto il ricorso di Vodafone al Tribunale di Mumbai, presentato contro la richiesta del pagamento di 2 miliari di dollari di tasse, riguardante l’acquisto di una partecipazione in Hutchison Essar.

Il gruppo inglese ha acquistato nel mese di maggio, dello scorso anno, il 52% della società indiana, che adesso viene chiamato Vodafone Essar. Il resto del pacchetto è posseduto al 33% dalla Mumbai Essar Group, con Asim Ghosh, mentre Singh Analjit imprenditore indiano e AD di Vodafone Essar, possiede il restante 15%.

Nel mese di agosto 2007 il Dipartimento delle tasse Indiano aveva citato Vodafone per una presunta passività fiscale di appunto 2 mld di dollari, ma nel mese di novembre Andrew Halford, Chief Financial Officer di Vodafone, rispondeva all’accusa dicendo che la richiesta indiana era priva di fondamento in quanto l’operazione era avvenuta al di fuori della loro giurisdizione, dato che il trasferimento delle partecipazioni era stato fatto tra due società straniere.

A quanto pare, invece, il dipartimento fiscale indiano ha avuto ragione, riuscendo a dimostrare che la maggior parte delle attività della società erano svolte in India e quindi soggette al pagamento in loco delle tasse sui guadagni.

La Corte ha concesso a Vodafone otto settimane, tempo durante le quali avrà modo di ripresentare appello alla Corte Suprema.

Dinesk Kanabar, direttore esecutivo di Pricewater house Coopers e advisor di Vodafone ha dichiarato:

“Non sappiamo perché il Tribunale abbia respinto il ricorso, ma abbiamo chiesto una sospensione, in modo da poter fare appello alla Corte Suprema”.

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