Il porno su p2p inguaia migliaia di utenti
Nel corso delle ultime settimane, la società DigiProtect ha inviato migliaia di lettere ad alcuni internauti britannici, accusati di aver scaricato illegalmente materiale pornografico dalle reti p2p. Richiesti quasi 600 Euro di risarcimento per utente
Le lettere con la richiesta di risarcimento sono state inviate a un alto numero di persone, spesso poco avvezze al mezzo informatico, come nel caso di una sessantacinquenne preoccupata per le richieste di DigiProtect, ricevute nonostante non sapesse nemmeno a che cosa potesse servire un network per la condivisione in p2p. Secondo alcuni analisti, la strategia della società tedesca sarebbe un vero e proprio esercizio di stile: inviare migliaia di lettere con un’intimazione per il pagamento e attendere di ricavare quanto più denaro possibile dall’operazione.
Sfruttando l’attuale legislazione nel Regno Unito, molto severa nei confronti di chi scarica materiale protetto da copyright illegalmente, DigiProtect traccia gli IP degli utenti sulle reti p2p e successivamente richiede in tribunale le ingiunzioni necessarie per obbligare gli ISP a fornire le informazioni sui loro utenti identificati. Ottenute le identità dei potenziali trasgressori viene avviata la procedura, con l’invio delle lettere contenenti la richiesta una tantum per il risarcimento.
Il procedimento consente di identificare solo una parte dei veri utenti coinvolti nel download del materiale protetto dal diritto d’autore. Connessioni condivise o reti WiFi aperte possono falsare la corrispondenza tra IP e identità dell’utente, portando alle numerose storture registrate in questi giorni in Gran Bretagna, con utenti del tutto estranei alla vicenda raggiunti dalle voluminose lettere di DigiProtect. Attraverso i loro legali, numerosi utenti britannici cercheranno di far valere le loro ragioni, anche se si stima che in molti preferiranno pagare per chiudere rapidamente – e nel silenzio – la scottante vicenda che li vede coinvolti.
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