Tutti uniti per chiedere a Obama la banda larga
Società attive nelle telecomunicazioni, associazioni dei lavoratori e gruppi per la difesa della libertà di stampa si stanno coalizzando per chiedere a Barack Obama un nuovo piano per la banda larga e la net neutrality. Una sfida anche contro la crisi
Un passo avanti molto importante, che potrebbe consentire alla nuova coalizione di far sentire maggiormente la propria voce, esercitando pressioni nei confronti di Barack Obama, ormai pronto a insediarsi alla Casa Bianca. Il futuro presidente si è del resto dimostrato molto attento alle tematiche legate all’espansione libera della Rete e alla banda larga anche nel corso della sua campagna elettorale. L’allora candidato alla presidenza aveva esposto opinioni moto aperte sul tema della neutralità per l’accesso e l’utilizzo del Web, posizioni parzialmente riviste a poche settimane del voto.
L’impegno della nuova coalizione potrebbe tradursi nell’elaborazione di nuove disposizioni federali tese a incentivare l’adozione delle connessioni ad alta velocità, così come avvenne già per le altre infrastrutture negli Stati Uniti nel corso del Novecento. Una sfida importante, che potrebbe portare all’elaborazione di un piano per la diffusione della banda larga a 10 megabit a fronte degli attuali 768 kilobit, ma che potrebbe rivelarsi molto onerosa per le compagnie telefoniche senza opportuni incentivi e sgravi da parte del governo americano.
La definizione di nuove regole e piani in grado di mediare tra le esigenze dei singoli soggetti in causa richiederà probabilmente ancora del tempo, ma la possibilità di coinvolgere – almeno nella fase iniziale – Barack Obama sembra lasciare un sostanziale ottimismo tra gli operatori della nuova coalizione. Un nuovo piano sul Web potrebbe, infine, rivelarsi utile per attenuare gli effetti dell’incipiente crisi economica.
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