9 dicembre 1968
9 dicembre 1968. Convention Center di San Francisco. Douglas Engelbart sale sul palcoscenico e accende le luci sul nuovo mondo. Presenta il mouse, spiega l'ipertesto, lascia la platea a bocca aperta. 40 anni dopo sappiamo che quel giorno tutto ebbe inizio
Oggi il mouse è il più comune degli strumenti. La tecnologia in sé è cambiata parecchio, ma di per sé in questi 40 anni l’evoluzione è invece stata minima. Ripensare a quel 9 dicembre 1968, però, significa dover entrare in tutt’altra situazione: il computer era un miraggio della scienza e soprattutto ancora non era “personal”. L’idea del mastodontico ENIAC era ben più tangibile che non i progetti del prossimo LISA, e quella presentazione va vista con quell’ottica, quel fermento, quella voglia di cambiare le cose.
Con il passaggio all’ipertesto, si sa, tutto è cambiato. Sarebbe inutile ripercorrerne il percorso, ma è ormai chiaro ai più quanto la cosa abbia profondamente inciso nella storia e nell’evoluzione socio-culturale. Quei teoremi sono il seme da cui è nata la grande Rete (non a caso il sistema NLS – oNLine System – di Engelbart fu il secondo nodo di Arpanet) e quel 9 dicembre può tranquillamente esserne il simbolo unitario. Quei 90 minuti possono tranquillamente essere, insomma, il riassunto emblematico e significativo di ciò che in quegli anni stava maturando. Ci volle più di un decennio, poi, per metabolizzare tutto quel che Engelbart andava pensando ormai dai primi anni ’60, fin dalle letture sul “Memex” di Vannevar Bush, fin dalle prime riflessioni sul rapporto tra l’uomo e la macchina, fin dai primi pensieri sull’”Augmentin Human Intellect“.
Steve Jobs e Bill Gates non hanno fatto altro che sedersi sulle spalle dei giganti. I decenni seguenti sono i loro (non senza contrasti con i “padri fondatori” di una certa linea filosofica sull’informatica), ma quelli che oggi ammiriamo come guru del postmoderno non sono altro che coloro i quali hanno avuto l’onore di raccogliere ciò che altri hanno anzitempo seminato. Da questo punto di vista, molti sono i “guru” seduti sulle spalle di Engelbart, e la storia non potrà che renderne dunque merito.
Oggi di Engelbart ci rimangono le vecchie immagini, qualche scheda su Wikipedia, alcune testimonianze ed il sito web del suo Bootstrap Institute. Ma non solo: nel 2008, all’età di 83 anni, Engelbart è ancora attivo. A distanza di 40 anni da quel 9 dicembre 1968 tutta una serie di commemorazioni stanno per avere luogo a memoria di un giorno che ha visto accendersi una luce che ci illumina ancor oggi. Non possiamo sapere se il protagonista primo di quella giornata giungerà mai su queste pagine, né se qualcuno potrà mai tradurgli la nostra lingua, ma almeno in questa chiusura useremo la sua: thanks, thanks Douglas Engelbart.
Impugno il mouse: un ultimo click ed il più grande degli ipertesti ha questa nuova, ennesima, pagina in più.
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