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Censura per Wikipedia britannica

L'accesso alla divisione del Regno Unito della popolare enciclopedia online è al momento filtrato da server proxy per il 95% dei sudditi della regina. Il problema è che l'Internet Watch Foundation ha giudicato pedopornografica una foto presente sul sito

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A causa di un’immagine giudicata scandalosa dall’Internet Watch Foundation al momento il 95% dei navigatori britannici non può visualizzare la pagina wikipedia dedicata a Virgin Killer, album del 1976 degli Scorpions, un caso di censura nel quale la celebre enciclopedia online non ha responsabilità. Anzi.

La Internet Watch Foundation infatti è un’associazione non profit e non governativa britannica alla quale aderisco ben 6 internet provider (Virgin Media, Be Unlimited/O2/Telefonica, EasyNet/UK Online, PlusNet, Demon e Opal) . Tali provider si appoggiano alla società proprio per la censura cioè per ricevere un costante elenco (o blacklist) di pagine da non visualizzare o da visualizzare solo parzialmente (attraverso la deviazione sui server proxy).

L’immagine in questione è stata censurata perchè rappresentante una bambina nuda, anche se i genitali sono oscurati. L’album infatti si trova tranquillamente nei negozi e ha superato qualsiasi vaglio di censura, solo la IWF pone dei problemi con 22 anni di ritardo. La motivazione ufficiale è che l’immagine ha un contenuto «potenzialmente indecente e illegale per bambini sotto i 18 anni».

Tutta la storia non è assolutamente avallata da Wikipedia che attraverso il suo portavoce Jay Walsh dichiara che «la situazione non è normale ma stiamo lavorando con gli ISP inglesi per ristabilire la normalità». Il problema per l’enciclopedia (oltre alla censura) è anche il fatto che adesso il traffico arriva filtrato dal proxy di IWF e dunque non sono più capaci di distinguere i singoli indirizzi IP degli utenti, i quali ai loro occhi sono diventati tutti uguali sia che siano utenti sia che siano editor.

Al momento la situazione, l’opinione pubblica e la mobilitazione dei media per risolvere la questione è continuamente monitorata dal blog di Frieda Brioschi, Presidente Wikimedia Italia, la quale riporta il lento spargersi della notizia ma anche l’ancor più lento arrivo dei soccorsi.

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