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La crisi economica favorisce il cybercrime

Stando al rapporto annuale di McAfee sulla sicurezza informatica, il periodo di recessione economica potrebbe favorire l'espansione dei crimini informatici in Rete. Urge una migliore coordinazione tra i paesi per contrastare il fenomeno alla radice

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Complice la crisi economica, i crimini informatici stanno vivendo un nuovo periodo di espansione. A rivelarlo è il tradizionale rapporto sul cybercrime stilato annualmente da McAfee, la società di software specializzata in sicurezza informatica, che ha analizzato tendenze e prospettive sui crimini commessi in Rete. Le minacce al di qua dello schermo come terrorismo e crisi dei mercati avrebbero deviato l’attenzione dei governi da Internet, allentando così la morsa dei controlli nei confronti di chi svolge attività illecite sul Web con la diffusione di software malevolo, phishing e spamming.

Secondo la società di Santa Clara, la recessione potrebbe rivelarsi un terreno fertile per le attività criminali nel comparto dell’informatica, con forti ricadute sulla fiducia dei consumatori, già messa a dura prova dalla scarsa disponibilità di risorse economiche: «I cybercriminali stanno sfruttando a loro vantaggio
il fatto che la crisi economica stia spingendo sempre più persone in tutto il mondo a rivolgersi a Internet per cercare offerte migliori, opportunità di impiego o per gestire le proprie finanze. Stanno letteralmente capitalizzando su paure e insicurezza, sfruttando la maggiore propensione del consumatore a essere ingannato e distratto nei periodi di massima difficoltà. Ecco perché le opportunità di attacco sono in aumento» si legge nel report di McAfee.

La chimera del guadagno facile potrebbe indurre molti utenti a seguire strade allettanti per arrotondare il proprio stipendio, divenendo così inconsapevolmente il principale veicolo per la diffusione di spamming e malware. Invitati a inserire una semplice riga di codice nel loro sito web con la promessa di guadagnare un po’ di denaro, gli utenti possono contribuiscono all’espansione del cybercrime in Rete, divenendone allo stesso tempo vittime.

Stando al rapporto di McAfee, spesso il crimine informatico sfrutta il Web per ordire attività illecite che coinvolgono l’intera sicurezza nazionale dei paesi. Il fenomeno maggiormente evidente in questo filone è sicuramente il terrorismo internazionale: si stima che online vi siano almeno 7500 siti riconducibili ad organizzazioni terroristiche, spesso molto attive sul territorio e pronte a utilizzare la Rete come mezzo di coordinamento per organizzare i loro attacchi. Un potenziale preoccupante, ma combattuto con scarsa efficacia dai governi spesso incapaci di collaborare e di andare oltre le prime difficoltà, con indagini accurate e pertinenti. Una condizione scoraggiante, secondo McAfee, che potrebbe comunque cambiare a breve con l’imminente introduzione della Police Central e-crime Unit durante la prossima primavera.

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