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Il corporate blog non è credibile

“Time To Rethink Your Corporate Blogging Ideas“: trattasi di un report Forrester la cui conclusione (per quanto opinabile) appare come una sentenza. Secondo il report, in pratica, il Corporate Blogging ha fallito la propria missione e ad oggi risulta essere la fonte di informazione meno credibile tra quelle prese in esame dagli utenti. Secondo la [...]

Time To Rethink Your Corporate Blogging Ideas“: trattasi di un report Forrester la cui conclusione (per quanto opinabile) appare come una sentenza. Secondo il report, in pratica, il Corporate Blogging ha fallito la propria missione e ad oggi risulta essere la fonte di informazione meno credibile tra quelle prese in esame dagli utenti.

Secondo la classifica stilata nel documento, le mail provenienti da amici sono le fonti più credibili a monte delle proprie scelte, il tutto seguito dai giudizi di altri utenti (review, recensioni) e dai motori di ricerca. Agli ultimi posti blog personali, profili aziendali sui social network e corporate blog. Per quest’ultima voce in particolare (anche se l’analisi va presumibilmente estesa anche alle precedenti), la non-credibilità è dettata da un cattivo giudizio sui contenuti, spesso sbilanciati, autoreferenziali e dall’amaro gusto promozionale.

Secondo Mauro Lupi:

negli Stati Uniti già sono all’analisi di quello che non va nei corporate blog e di quello che invece funziona. Qui in Italia di blog aziendali se ne contano ancora pochissimi

Al tempo stesso il report Forrester viene anche criticato per alcune valutazioni superficiali che ne minerebbero gli assunti. Ad esempio si da il corporate blog come un sistema univoco e consolidato: lo strumento non è certo univoco (ognuno si sta attrezzando a modo proprio, cercando la soluzione migliore), né tantomeno consolidato (gli esperimenti sono in atto e l’esperienza nel settore è ancora minima). Insomma, il fenomeno corporate blogging sarebbe ancora troppo giovane per essere sottoposto a sentenza: il tempo sarà giudice.

Se vuoi aggiornamenti su Il corporate blog non è credibile inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • http://problogging.it Antonio Consoli

    Esatto. Soprattutto in Italia. Pochi blog aziendali, come scrive Mauro Lupi, e pochi buoni esempi. E’ vero che i cattivi esempi sono – forse – una buona parte del totale ed è anche vero che demoralizzano molti imprenditori nostrani, ma è anche vero che i progetti seri esistono e vanno valorizzati.

  • Ratamusa

    Cosa ci si aspetta in un mondo in cui le aziende (non tutte, per fortuna) si aspettano che i clienti comprino qualunque cosa in qualunque qualità, quantità e localizzazione?
    In italia, la quantità dei blog aziendali è proporzionale all’importanza data ai pareri dei clienti (non utenti del prodotto, attenzione….È diverso), all’ignoranza in materia di marketing customer care e comunicazione dei dirigenti (troppo impegnati con la loro posizione nella gerarchia aziendale per occuparsi d’altro ) e all’interesse per tutto quanto non generi profitti immediati.

  • Uruk

    e rimane il fatto che il New York Times
    sembra pensarla molto diversamente.
    Evidentemente teso a monetizzare giustamente al massimo la realta’ dell’utenza, piu’ che a sollevare argomenti piu’ che discutibili , per finire su tutti i blog e nulla piu’.