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Bush contrario al wireless gratuito

L'amministrazione Bush ha inviato una lettera alla Federal Communications Commision dichiarando il proprio scetticismo sul progetto di realizzare una rete wireless gratuita per l'accesso al Web. L'asta potrebbe essere indetta la prossima settimana

L’amministrazione Bush non vede favorevolmente la possibilità di installare una rete wireless nazionale per l’accesso gratuito alla Rete. La nuova e inaspettata presa di posizione potrebbe rallentare sensibilmente il progetto della Federal Communications Commission (FCC), l’istituzione federale che negli ultimi mesi si era battuta per la diffusione gratuita di Internet sul suolo degli Stati Uniti. Il disaccordo dell’amministrazione è stato comunicato ufficialmente alla FCC tramite una lettera inviata dal Segretario per il Commercio, Carlos Gutierrez.

Nel suo messaggio inviato al presidente della Commissione, il Segretario ha espresso lo scetticismo di Bush e della sua squadra di governo sulle reali opportunità offerte dal modello proposto per l’implementazione di una rete wireless gratuita. «L’amministrazione ritiene che [le frequenze, ndr] debbano essere vendute all’asta senza un prezzo o un mandato prestabiliti. La storia delle aste gestite dalla FCC per le frequenze ha dimostrato come i problemi potenziali aumentino in quei casi in cui l’affidamento delle licenze si dimostri eccessivamente vincolante o progettato sopra modelli di business non testati» si legge nella lettera inviata da Gutierrez.

Il presidente della FCC mira a far approvare il suo piano per il wireless gratuito nel corso della prossima settimana, prima della scadenza del suo mandato. Il progetto prevede l’istituzione di un’asta nel corso del prossimo anno per assegnare le frequenze a un gestore, che avrà l’obbligo di dedicare parte dello spettro ottenuto alla diffusione di un segnale gratuito per navigare online. Il servizio dovrà rispettare alcuni requisiti, assicurando una buona velocità per la trasmissione dei dati.

Oltre all’opposizione dell’amministrazione Bush, che non ritiene attuabile un’asta così vincolante per l’assegnazione delle frequenze, la proposta della FCC è fermamente osteggiata dagli operatori di telefonia mobile statunitensi. Le società temono interferenze sul loro segnale e giudicano improbabile che un nuovo soggetto possa avere le risorse necessarie per implementare, da zero, un nuovo network wireless sul territorio nazionale americano. L’opposizione al progetto della FCC sarebbe anche dovuto al timore di avere un nuovo competitor in grado di fornire connettività a prezzi più vantaggiosi, modificando gli attuali assetti delle compagnie telefoniche.

«Stiamo prendendo in considerazione la lettera. [...] Siamo d’accordo sul fatto che debbano essere le forze del mercato a guidare la concorrenza, ma crediamo anche che offrire un accesso a banda larga gratuito e semplice ai consumatori sia una buona cosa» ha dichiarato Robert Kenny, portavoce della FCC. I prossimi giorni potrebbero essere cruciali per l’approvazione del piano, ma non si esclude che la presa di posizione dell’amministrazione Bush possa cambiare alcuni equilibri all’interno della Commissione.

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  • mex silvio

    i dinosauri erano stupidi, e ingombranti per questo sono scomparsi

  • giess

    La rete è di proprietà dell’umanità e come tale deve essere libera. Intoccabile. Non deve essre affare dei governi. Qualcuno domani vorrà farci pagare per percorrere la strada da casa all’edicola.
    L’unica cosa che deve essere pagata è la manutenzione della rete e per questo, per ora, ci pensano gli introiti della pubblicità.

  • Ratamusa

    Posso ricordare che in America solo respirare non è a pagamento e chi decide queste cose è anche chi fa eleggere i rappresentati del popolo (facendo loro crede di essere quelli che scelgono chi li rappresenta)?
    È sufficiente elargire più o meno generosamente fondi per le elezioni (molto costose in U.S…..) in cambio di di favori al momento di prendere decisioni.
    Semplice, no?