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HP ridimensiona il cloud computing

L'esecutivo HP si dimostra interessato al crescente fenomeno del cloud computing, pur non condividendo l'alone di meraviglia che attualmente lo circonda facendolo apparire come tecnologia indispensabile nel prossimo futuro

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L‘HP Software Universe 2008 è stata l’occasione per il direttivo della multinazionale statunitense di discutere sul crescente fenomeno del cloud computing: pur trattandosi di una tecnologia fondamentalmente buona, in grado di offrire all’utenza business la capacità di accedere a software, servizi e storage direttamente dal Web, è bene non lasciarsi travolgere troppo dall’entusiasmo che la circonda, considerandola più una interessante opportunità che non una soluzione definitiva, almeno per quanto riguarda il futuro più prossimo.

Secondo Tom Hogan, senior vice presidente per il software ad IBM, il cloud computing sarebbe una tecnologia ancora troppo immatura e dai contorni non ben definiti; quindi, anziché saltare sul carro ad occhi chiusi, le diverse compagnie dovrebbero prima interrogarsi sui suoi reali benefici, senza dimenticare di come si tratti di una tecnologia ancora limitata e al cui interno persistono molte idiosincrasie. «Piuttosto che buttarsi a capofitto nell’ondata di entusiasmo [che circonda il cloud computing]», ha dichiarato Hogan, «siamo stati molto cauti negli ultimi nove mesi, valutando per bene dove il cloud potesse veramente aiutarci. […] Molte persone stanno salendo sul carro del cloud, ma non ho ancora sentito due persone dire la stessa cosa riguardo ad esso».

Eppure, sono molte le compagnie importanti ad aver deciso di spostarsi verso il cloud computing, come ad esempio Microsoft, con il lancio di Windows Azure, un sistema operativo di servizi cloud che permetterà lo sviluppo, la gestione, l’hosting e la fruizione di servizi online e Web application; anche Salesforce.com ha recentemente creato assieme a Google una soluzione in grado di rendere il cloud computing accessibile a tutti gli sviluppatori; Amazon, per contro, ha rilasciato un nuovo servizio cloud per la distribuzione di contenuti online che sarà affiancato al Simple Storage System (S3), il sistema di storage lanciato circa due anni fa dalla società di Seattle.

HP, dal canto suo, preferisce parlare di modelli software-as-a-service (SaaS), in quanto trattasi di soluzioni che possono essere acquistate e implementate velocemente e il cui funzionamento è oramai un fatto accertato.

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