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L’AGCOM tiene a battesimo Open Access

Calabrò e Bernabé si son stretti la mano tenendo a battesimo la presentazione ufficiale di Open Access, che rappresenta il nuovo corso della rete italiana e dei rapporti tra l'incumbent e la concorrenza. Aumenta, contestualmente, il canone residenziale

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Tra AGCOM e Telecom Italia è stato raggiunto il pieno accordo. Corrado Calabrò da una parte, Franco Bernabé dall’altra, sorrisi e strette di mano con microfoni e telecamere pronti a riprendere un momento che tutti descrivono come storico. La parola d’ordine è “concorrenza”, ma dietro l’incontro c’è anche molto di più.

Il primo punto all’ordine del giorno è nel via libera che AGCOM ha concesso a Telecom Italia sulla base degli impegni che l’azienda ha impugnato nei confronti della concorrenza e dell’utenza. La rete è al centro di tutto e Telecom Italia, l’incumbent da anni contestato per la scomoda posizione assunta nel controllo dell’infrastruttura, ha ora intenzione di intraprendere tutte le iniziative necessarie a rendere l’accesso quanto più libero ed equo per tutti.

Il passaggio, però, non è stato automatico. Nei giorni scorsi, infatti, Viviane Reding aveva bacchettato il Presidente AGCOM suggerendo un ruolo primario della Commissione Europea nell’analisi degli impegni che Telecom Italia era pronta a firmare. «Mi sono sentito con la Reding con una lettera» ha spiegato Calabrò: «abbiamo convenuto che le osservazioni della Ue fossero superabili. Per questo abbiamo preso la decisione». A stretto giro di posta giunge la risposta pubblica della stessa Reding: «Gentile commissario avendo chiarito che nel quadro delle direttive sulle reti di comunicazione elettronica non sussiste alcun obbligo giuridico di notifica preventiva alla Commissione… desidero assicurarle una compiuta informazione sulla deliberazione assunta oggi».

Il terzo punto importante è nella contropartita che Telecom Italia ha spuntato nel contesto degli accordi sulla Rete: a partire dal febbraio 2009 il canone residenziale è destinato ad aumentare di 1,26 euro, dagli attuali 12,14 euro ai prossimi 13,40 euro.

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