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Contro la crisi una tassa sui beni digitali

Lo stato di New York ha varato un pacchetto di 88 nuove tasse o aumenti di tasse già esistenti che vanno a colpire beni di lusso, cibi grassi, beni digitali e forme di intrattenimento per portare in un anno 5 miliardi di dollari in più

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Per compensare i guai e i problemi di budget derivanti dall’economia sofferente, il governatore dello stato di New York, David Paterson, ha proposto una serie di nuove tasse tra le quali ne è compresa una sui servizi di intrattenimento distribuiti digitalmente.

Si parla dunque di tutti quei contenuti scaricati in formato digitale che vanno dai libri elettronici per il Kindle, ai film, alle canzoni comprate da iTunes. Si prevedono prezzi in ascesa per tutte le categorie elencate ma non solo: i nuovi beni tassati oltre all’intrattenimento digitale sono molti e inediti. Arrivano infatti aumenti dell’erario anche su biglietti del cinema, degli eventi sportivi, tariffe dei taxi, dei massaggi e della tv satellitare.

È proprio l’ondata di nuove tassazioni (che comprende anche versamenti da effettuare sui cibi grassi, dal junk food alla diet coke) che porta nuovamente alla ribalta la cosiddetta iTax, ma in realtà si tratta solo di un aumento di un tassa che già esisteva, come riportato a suo tempo da Cnet, nello stato di New York oltre che in Alabama, Arizona, Colorado, Hawaii, New Mexico, Texas e Washington.

Ora tuttavia si ha davvero l’impressione che stiano finendo sotto la scure delle tasse tutte le forme di divertimento ed intrattenimento al pari dei piaceri “colpevoli” come i cibi grassi (che comunque negli Stati Uniti sono un vero problema data l’alta percentuale di obesi), per un totale di 88 categorie che si prevede porteranno nelle casse dello stato 5 miliardi di dollari in più il prossimo anno.

La decisione è arrivata andando a selezionare quelle aree per le quali le tasse sono rimaste invariate per anni e dove il profitto arriva nel breve termine. Inoltre secondo Errol Cockfield, portavoce dell’amministrazione comunale, le nuove tasse «non recheranno danni agli strati più vulnerabili della popolazione». Sono stati infatti tassati in modo particolare i noleggi di macchine (+25%) al pari di tutti i beni di lusso (macchine, yacht, gioielli).

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