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I primi passi di GNU/Linux sull’iPhone

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L’iPhone è stato il grande protagonista della scena mobile di quest’ultimo periodo, tra molte luci e anche qualche ombra su restrizioni, vincoli e scelte hardware alquanto discutibili dal punto di vista degli sviluppatori e consumatori. È comunque un dato di fatto che il suo sistema operativo è agli antipodi sia rispetto all’apertura di Android e, speriamo presto, di Symbian, sia rispetto alla malleabilità di Windows Mobile.

Il porting del sistema operativo open source per eccellenza, GNU/Linux, su questo dispositivo, oltre a creare un certo entusiasmo nella comunità dei pinguini geek, potrebbe far sperare di avere, in un futuro ormai non così lontano, un ottimo hardware equipaggiato con un ottimo software.

Vignetta su Linux che penetra nell'iPhone

Personalmente, comunque, questa notizia non ha destato in me il solito interesse di quando mi trovo davanti a questo genere di cose.

Innanzitutto molti degli annunci letti, un po’ sensazionalistici, hanno tralasciato di riportare che attualmente, nonostante il pinguino sia approdato sul melafonino, manchi del supporto al wireless, al touchscreen, al suono, all’accelerometro e a diverse altre cosette non trascurabili. In pratica, è niente di più che un proof-of-concept, qualcosa di ancora molto lontano dall’avere anche una minima utilizzabilità. Anche dal sito del progetto si vede quando ancora il tutto sia pocopiù che allo stato embrionale.

Poi mi chiedo: chi programma per mobile deve necessariamente ripensare ad alcuni pattern e paradigmi di sviluppo classici, per approcciarsi a quelli specifici di questo nuovo mondo. Per iPhone la sfida è ancora maggiore, dato che entrano in campo specifiche peculiarità dell’interfaccia, il livello minimo di user experience che ci si aspetta da un’applicazione per iPhone, gli strumenti messi a disposizione dall’ambente di sviluppo. Questi e altri fattori, saranno replicabili anche su applicativi realizzati per il pinguino? Perché la vera fortuna di un device, più che il cuore con cui batte, ritengo che la facciano i programmi con cui si veste e si presenta al pubblico.

Inoltre, allo scopo di arginare la dilagante frammentarietà di GNU/Linux nel mercato mobile, è stata creata la LiMo Foundation, “the unifying force in Mobile Linux” (citazione dal manifesto presente nel sito). Poniamo che in un futuro non troppo lontano si riesca ad avere un iPhone Linux-powered completo, l’aggiunta di un device così particolare ad un ecosistema già instabile di suo, porterebbe un vantaggio o creerebbe ulteriori divisioni, filosofie di pensiero contrastanti e flame infiniti?

Come si suol dire, ai posteri l’ardua senzenta. Giusto per fare chiarezza, oltre a sostenere anche le più semplici iniziative di sperimentazione individuali, quindi ben venga David (aka planetbeing) e il suo porting, mi ritengo un grande sostenitore del pinguino.

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