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Comunicazione e media in Italia: i dati del Censis

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Giunto alla quarantaduesima edizione, il Rapporto Censis prosegue l’analisi e l’interpretazione dei più significativi fenomeni socioeconomici del Paese. In questa sede sarà sottolineata la parte in cui si analizza la comunicazione e i media.

Secondo questo rapporto la televisione è ancora la regina dei media in tutti i principali Paesi europei ma sta perdendo il suo ruolo di strumento fondamentale della socializzazione. L’85,6% degli italiani guarda almeno tre volte la settimana la TV tradizionale, costituendo una base d’ascolto notevole, in più c’è da considerare il 20,6% del pubblico abituale della TV satellitare e il 7,7% di quello del digitale terrestre.

Grande fonte di socializzazione sta diventando invece il cellulare che in Italia ha un grande successo (78,6% di utenza abituale), tale da aver contagiato anche gli anziani, che lo usano abitualmente nel 53,8% dei casi. Il telefonino viene usato principalmente per telefonare (il 41,6%), cresce anche l’uso dello smartphone tra gli uomini (il 31,7% contro il 27,3% delle donne) e soprattutto tra i soggetti più istruiti (il 37,7% rispetto al 20,2% dei meno istruiti). Negli altri paesi europei come in Gran Bretagna l’uso del cellulare si colloca al di sotto di quello di Internet mentre la Spagna si avvicina ai nostri dati con 34,3% della popolazione.

Per quanto riguarda Internet, il dato medio dell’uso abituale non può dirsi entusiasmante (38,3%), ma raggiunge il 44,9% tra gli uomini (il 32% tra le donne) e sale al 54,5% tra le persone più istruite (il 20,2% tra i meno istruiti). Ma c’è comunque da considerare che l’uso di Internet da parte dei giovani italiani tra 14 e 29 anni è aumentato considerevolmente: tra il 2003 e il 2007 l’utenza complessiva (uno o due contatti la settimana) è passata dal 61% all’83%, e l’uso abituale (almeno tre volte la settimana) dal 39,8% al 73,8% dei giovani.

Più complesso è invece il rapporto con i mezzi a stampa. Poco più della metà degli italiani legge abitualmente quotidiani acquistati in edicola, e la differenza tra uomini e donne è irrisoria. Più netta è la separazione tra più e meno istruiti (il 61,8% contro il 39,3%). Anche la lettura dei libri coinvolge abitualmente poco più della metà degli italiani (il 52,9%). Le donne sono sempre lettrici più accanite degli uomini (56%), che però non restano molto lontani (49,6%). Il livello di istruzione rimane discriminante, visto che il 68% dei più istruiti legge almeno tre libri l’anno, mentre solo il 36% dei meno istruiti fa altrettanto.

Per i dettagli potete consultare il Rapporto Censis completo sulla Comunicazione e Media.

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