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2009, lontani dalle borse, vince la liquidità

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Nouriel Roubini, economista, docente alla Facoltà di Economia della New York University e presidente di RGE Monitor, società specializzata in analisi finanziarie, ha rilasciato al quotidiano Fortune, nel mese di dicembre, i suoi consigli agli investitori sul comportamento da adottare nel 2009.

Il guru americano, che aveva già previsto con largo anticipo all’inizio del 2008 l’aggravarsi della crisi del settore immobiliare, dichiarando che avrebbe coinvolto tutta l’Europa e che avrebbe avuto una durata minima di un anno, ha detto:

Siamo nel bel mezzo di una bufera, la peggiore da mezzo secolo a questa parte e che durerà per tutto il 2009. Si sta sgonfiando la peggior leva finanziaria del secolo e non siamo ancora arrivati alla fine.

Roubini ha continuato affermando che ci sono ancora eccessi, che vanno dai prestiti concessi agli studenti, al debito dei consumatori maturato sulle carte di credito, e che è il caso di parlare di recessione non più solo per l’economia americana, ma per tutte le economie avanzate che sono ormai nella stessa situazione.

Frenano anche i Paesi emergenti, a partire dalla Cina, e la recessione ormai è in peggioramento e si è estesa a livello globale.

Le prospettive per il futuro sono, per l’economista, ancora peggiori per la gente comune: il PIL USA peggiorerà fino alla fine del 2009 e la ripresa, nel biennio 2010/11, non sarà superiore all’1-1,5%, sempre che si verifichi, mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe salire dal 6 al 9%.

Roubini consiglia quindi di stare alla larga dalle Borse, dalle materie prime, dai Bond ad alto rendimento e anche da quelli con rating a tripla A, e indica agli investitori di parcheggiare i risparmi in liquidità o in strumenti analoghi, come i titoli governativi, che è vero che rendono poco, ma sono sempre meglio di andare a rimetterci anche il 50% del capitale eventualmente investito.

In questi momenti quello che conta è preservare ciò che si possiede. Il professore conclude dicendo che, purtroppo, il tempo gli ha già dato ragione sulle previsioni rilasciate un anno fa e che teme di aver ragione anche su quelle di quest’anno.

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