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Le prospettive del marketing rivolto ai cyber-turisti

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Con quasi 223.000 iscritti a metà dicembre 2008, cioè a due mesi dall’annuncio della sua apertura, la Città Proibita Virtuale, realizzata in tre anni da IBM in collaborazione con il Palace Museum, è rapidamente diventata un punto d’attrazione per i cyber-turisti e un caso esemplare di luogo turistico simulato in 3D.

I visitatori, naturalmente, sono più numerosi degli iscritti: alcune fonti parlano infatti di 800.000 visite mensili. Se teniamo conto di un’iniziativa per certi versi analoga di Google, dedicata all’antica Roma e se consideriamo il crescente numero di Musei virtuali (di Musei “reali” che si presentano offrendo la possibilità di tour virtuali), abbiamo indizi sufficienti per parlare di una tendenza che può avere le sue implicazioni anche per il Web marketing.

In un articolo di Longo su “L’Espresso” (dell’11/12/2008) troviamo un cenno al ruolo che le inserzioni pubblicitarie potrebbero avere in quei luoghi virtuali. Qualcosa di simile del resto è già accaduto nei videogiochi.

Nel caso del cyber-turismo ci troviamo tuttavia in una dimensione più complessa e sfaccettata: strumenti virtuali come quelli descritti potrebbero essere utilizzati per la didattica, per il reperimento di informazioni “prima” di un viaggio, per soddisfare una curiosità momentanea e non finalizzata, per entrare nell’ennesima community oppure, considerando le integrazioni con il settore Mobile, come dispositivi integrativi e persino sostitutivi rispetto alle classiche “Guide” cartacee…

Siamo ancora nel campo delle tendenze, ma è chiaro che le strategie e gli strumenti del Web marketing dovranno essere all’altezza di questa diversificazione.

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