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Professione Informatico: sale l’offerta lavorativa

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Circa sei anni fa, il boom del settore informatico, a livello internazionale, creò un canale lavorativo in continua espansione.

Parecchie persone in quegli anni si sono dedicate alla formazione in questo settore, molti improvvisando, alcuni seguendo corsi universitari e percorsi formativi regionali.

A sei anni di distanza dall’exploit informatico, a che punto è l’offerta professionale in questo particolare settore lavorativo?

Sicuramente, quella dell’Informatico non è una figura attualmente troppo intaccata dalla crisi e dalla mancanza di offerta lavorativa. Regna anche qui l’ombra nefasta del precariato, ma l’offerta appare addirittura in salita.

Statistiche alla mano, create e studiate nei vari centri per l’impiego italiani, sembra confermata questa tendenza, mettendo in luce, anzi, una realtà che porta a sperare in uno sviluppo e anche in una poliedrica offerta di lavoro per chi ha scelto questa carriera.

Le aziende, infatti, creano costantemente nuove figure professionali, generate dall’evoluzione stessa delle caratteristica innovative delle imprese oggi presenti sul mercato.

Inoltre, la decentralizzazione dei servizi informatici verso agenzie esterne, come sempre più spesso accade nella PMI, genera costantemente la nascita di nuove agenzie e microimprese, costantemente alla ricerca di personale qualificato, ma anche da formare.

C’è da dire di contro che il mercato italiano, in questi anni, non ha prodotto notevoli innovazioni tecnologiche, in controtendenza con lo sviluppo reale generato, ad esempio, dagli Stati Uniti, da sempre attenti e precursori di questo mercato.

Ciò che invece può rappresentare una notevole differenza, nel nostro Paese, è la capacità di interpretare la professione a 360°, non limitando le frontiere delle competenze e anzi rivolgendo la propria capacità formativa verso diversi aspetti della stessa.

Da noi, infatti, appare perfettamente normale essere contemporaneamente Web designer e Programmatore, cosa che negli Stati Uniti appare più strano di un disco volante parcheggiato sul giardino davanti casa propria.

È anche vero che, nella speranza di trovare più facilmente lavoro, molti si improvvisano informatici, con formazioni autogestite o peggio, credendo che l’utilizzo diretto di alcuni software possa creare una vera e propria capacità professionale.

Questa convinzione diffusa, di poter padroneggiare lo strumento tecnologico semplicemente “smanettando” sul PC (come si usa dire) ha generato un sottobosco professionale, legato più all’estro del momento che alla vera e propria conoscenza di un mondo in costante e velocissima evoluzione.

Resta da dire, per tutti, che il modo migliore per garantire la propria presenza lavorativa sul mercato è (e sarà) sempre quello del costante aggiornamento e in alcuni casi della giusta e professionale formazione attraverso corsi, seminari e master.

Sono molte le aziende del settore informatico che offrono, a costi sostenibili, corsi di formazione e conseguente rilascio di attestati di partecipazione e certificazioni professionali, preziosissimi e importanti fiori all’occhiello da aggiungere al curriculum vitae.

L’informatica è certamente un settore affascinante per molti, anche per chi appena pochi anni fa, non avrebbe mai immaginato di poter mettere un solo dito su una tastiera.

Quanti di voi hanno iniziato per pura curiosità? Quanti per vocazione personale?

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