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Pronto il primo pacchetto tecnologico Obama

Un nuovo sistema di gestione della rete elettrica, reinformatizzazione delle scuole, totale digitalizzazione dell'archivio medico e banda larga ovunque. Con un bilione di dollari inizia la ripartenza di Obama. L'unico stop è quello alla tv digitale

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Una delle cose che Obama aveva promesso in campagna elettorale sulle quali il popolo tecnologico più sperava, diventerà subito realtà in un pacchetto chiamato “stimolante” e che sarà passato al vaglio del congresso nelle prossime settimane. Si tratta di una nuova politica per il sostegno della diffusione della banda larga, dell’informatica a scuola e di una nuova gestione della rete elettrica.

Tutto il pacchetto costerà al governo circa un bilione di dollari, cifra non da poco anche per il bilancio di un Governo come quello statunitense, che però è indirizzata ad un forte contenimento delle spese future e ad un’ottimizzazione delle risorse. Oltre ai piani elencati, l’idea è anche di informatizzare in 5 anni tutto l’archivio medico statale per prevenire anche in quel settore sprechi economici migliorando al contempo l’efficienza del sistema.

Una delle proposte più interessanti sembra comunque quella della griglia elettrica, un sistema di approvvigionamento razionale e informatizzato in grado di ottimizzare il dispendio generale al fine di limitare gli sprechi. Energia ovunque, senza rischi e pulita: è questa l’idea. Trattasi di un sistema che, unito alla connettività ubiqua, può aiutare l’economia a riprendersi dando «ad una piccola società in una zona rurale la possibilità di competere con la propria controparte ovunque nel mondo» ha affermato il Presidente neoeletto.

E sempre per competere con le controparti del resto del mondo sarà applicato il piano per modernizzare classi e insegnanti: «Daremo nuovi computer, nuove tecnologie e un nuovo aggiornamento per insegnanti, così che studenti di Chicago e Boston possano competere con ragazzi di Pechino nei lavori del futuro».

Sarà invece rimandato lo switch-off previsto per il 17 Febbraio: il passaggio dalla televisione via etere a quella interamente digitale che segnerà la fine delle trasmissioni analogiche subirà un forzato posticipo. Il problema è nela diffusione dei set top box, in quanto anche con gli aiuti statali (già sono stati spesi 1,3 miliardi) ancora 8 milioni di nuclei rimarrebbero tagliati fuori da uno switch-off e chiaramente si tratta nella gran parte dei casi di nuclei tra le fasce più indigenti della popolazione.

I canali nazionali si sono schierati con l’amministrazione Obama confermando come ci siano grandi difficoltà in tale passaggio. I coupon che sono stati distribuiti dal Governo, e che avrebbero assicurato uno sconto nell’acquisto dei decoder digitali, sono presto andati esauriti e sembra ora che non fossero stati preparati in un numero adeguato. Il 6,8% della popolazione è totalmente impreparata al cambiamento e l’amministrazione non ha alcuna fretta.

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