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India, Polizia alle prese con il wardriving

Alla luce dei recenti attentati avvenuti nella megalopoli, la polizia indiana si prepara ad educare e perseguire i cittadini che non mettano in sicurezza la propria rete wifi, rendendo più complicato rintracciare lo scambio di messaggi tra malviventi

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La Polizia di Mumbai intraprenderà una campagna per educare i cittadini indiani alla sicurezza delle reti wireless. Praticamente, le Forze dell’Ordine percorreranno palmo a palmo la megalopoli creando una mappa delle connessioni senza fili segnalando in modo particolare le reti senza protezione.

Sanjay Mohite, a capo della Polizia della vecchia Bombay, ha affermato che la Polizia avrà il potere di individuare il proprietario della connessione non protetta da password, perseguendolo e fornendogli assistenza specifica nella messa in sicurezza della sua rete. Secondo il codice di procedura penale indiano, questo tipo di disattenzione può essere sanzionato secondo le norme dell’articolo 149, che riguarda nello specifico il favoreggiamento di reato. Una squadra di 80 poliziotti è già stata addestrata al fine di occuparsi della questione.

L’iniziativa è stata intrapresa anche a causa dei recenti attacchi terroristici. Potendo collegarsi a router di ignari cittadini, i terroristi o altri malviventi possono scambiarsi informazioni e materiali che poi risultano di difficile intercettazione da parte delle Forze dell’Ordine.

Utilizzando reti wifi aperte, infatti, i terroristi autori del recente attentato di Mumbai sono riusciti ad inviare mail di rivendicazione e di minacce che apparentemente risultavano essere state inviate da cittadini del tutto estranei alla vicenda. Si è rilevato ad esempio come sia stata inviata una mail di minacce prima delle esplosioni di Ahmedabad attraverso la connessione di un cittadino americano, Kenneth Heywood, residente nella zona di Navi Mumbai.

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