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L’energia necessaria per ogni ricerca Google

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Molti gruppi ambientalisti da tempo accusano i giganti del settore Internet per l’alto inquinamento da emissioni di CO2 e lo spreco energetico dovuto all’uso di gigantesche server farm, ormai tipiche di molti siti di successo. Google, come spesso accade, cerca di distinguersi dagli altri colossi e non solo per la propria sensibilità ambientalista, ma anche per la disponibilità ad affrontare il tema e dibattere i problemi dell’inquinamento e del consumo energetico a livello globale.

A parlare dell’argomento è oggi Urs Hölzle, vicepresidente senior delle operazioni di Google, che ha fatto interessanti calcoli e li ha voluti condividere con la comunità di appassionati del mondo Google sul blog ufficiale della società. Hölzle ha immediatamente confutato le recenti stime che affermavano che ogni ricerca produce “metà energia di quanto necessario a scaldare un bollitore pieno d’acqua” e circa 7 grammi di CO2 immessa nell’atmosfera.

Per una query media il manager Google garantisce che l’occupazione di CPU sia di solo “pochi millesimi di secondo” e su macchine ad altissima efficienza. Naturalmente il momento della ricerca è solo quello finale di un lungo e complesso lavoro quotidiano di costruzione degli indici e ottimizzazione risultati. La stima Google di questo complesso meccanismo è che l’energia totale usata è di circa 0.0003 kWh per ricerca o, espressa in altra unità di misura, di circa 1 KJoule di energia per ricerca. Questo numero va raffrontato secondo Google al consumo medio quotidiano di un adulto che ha bisogno di 8000 KJ al giorno (preso da cibo). Una ricerca Google consuma quindi la stessa energia usata da un uomo medio in 10 secondi.

La difesa dei propri metodi ‘verdi’ prosegue anche con una dettagliata analisi delle emissioni di gas serra causate da questo indispensabile lavoro. Ogni ricerca su Google equivale a circa 0.2 grammi di CO2. A confronto il gigante di Mountain View chiama stavolta le emissioni massime raccomandate dall’Unione Europea per le tubi di scarico delle macchine che non devono eccedere i 140 grammi per chilometro guidato. Ma visto che i produttori di macchine non si sono ancora neppure adeguati a queste richieste, il risultato è che oggi in media una macchina in America immette nell’atmosfera tanti gas serra (200g) per ogni chilometro quanti ne produce Google con oltre 1000 ricerche.

Dove Google si vuole distinguere non è solo nel calcolare precisamente l’impatto ambientale dei propri server, ma sopratutto nel cercare di inventare un futuro sempre più pulito. Il re dei motori di ricerca ha infatti investito nel solo 2008, tramite il proprio ramo filantropico Google.org, 45 milioni di dollari (circa 34 milioni di euro) in energie pulite ed ha persino creato durante la scorsa estate un gruppo interno di ricerca sull’energia pulita.

Google ha poi fatto nascere la Climate Savers Computing Initiative, un gruppo di studio che cerca di spingere soluzioni computazionali energeticamente efficienti, con l’obiettivo di avere il consumo energetico totale ridotto a metà entro il 2010. Quindi una serie di iniziative tutte volte a ricercare efficienza, minori consumi ed in fondo il bene dell’ambiente. Un Google quindi sempre più leader innovativo e sensibile al futuro del pianeta Terra, dove le indispensabili ricerche non dovranno mai causare inquinamento furoi controllo.

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