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Ottimismo made in Google

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Oggi ci sono 1,4 miliardi di persone online in tutto il mondo, quasi il 20% della popolazione mondiale. In Italia si stima che 27,6 milioni di persone, in crescita rispetto allo scorso anno, navighino in rete per informarsi, divertirsi, comunicare, acquistare e documentarsi per poter prendere decisioni sempre più ponderate. Osservando le dinamiche dei consumatori di oggi, le aziende possono sfruttare la tecnologia e i media digitali per essere più flessibili, efficaci e mirate nel far crescere il loro business in un periodo di rallentamento.

Massimiliano Magrini, Country Manager di Google Italia, ne è sicuro:

I consumatori si fidano delle informazioni e delle opinioni che trovano online. Con i budget domestici sempre più limitati a loro disposizione, usano Internet ancora di più per cercare gli affari migliori, così come dimostra la crescita dell’oltre 20% di ricerche di directories online. Inoltre, il risparmio sui divertimenti fuori casa favorirà un maggiore uso delle opportunità sociali e di intrattenimento offerte dalla rete.


Il suo è un inno alla positività, alla fiducia incondizionata nel Web: in tempo di crisi, sarà la tecnologia a tirarci tutti fuori dai problemi. Le nuove opportunità stanno per nascere qui, le nuove sfide stanno iniziando qui, le grandi occasioni sono sotto i nostri occhi. Si tratta solo di vederle, raccoglierle, svilupparle.

Soprattutto, Magrini fa una previsione fondamentale:

Non c’è quindi da stupirsi se la quota di investimenti in advertising su Internet, al 9% del totale budget pubblicitario, raggiungerà il 13.6% entro il 2010 proprio grazie alla capacità del mezzo Internet di integrarsi con gli altri media e di generare risultati misurabili.

La crisi non diminuirà l’advertising ma, anzi, ne aumenterà la concentrazione sul Web. Nuova linfa, dunque, arriverà per tutti quei servizi che basano sulla pubblicità la propria struttura economica, affidandosi al Web per portare all’utenza nuove risposte. La crisi cambierà le carte in tavola, ma non lascerà il settore senza ossigeno.

Le nicchie, spiega Magrini, sono oggi maggioranza. Il piccolo è diventato grande. C’è massa critica, e indietro non si torna. Niente paura, insomma: anzi, è venuto il momento di investire e inventare, perché

è nei momenti di rallentamento che emergono le realtà di business davvero vincenti

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