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Casio Mini, la calcolatrice domestica

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La “Mini“, prodotta e commercializzata da Casio, a partire dal 1972, è stata una fra le prime calcolatrici tascabili apparse sul mercato, intenzionalmente progettata per conquistare un target differente rispetto a quello dell’uso professionale.

Sebbene fosse limitata nelle proprie funzionalità, la Casio Mini ha segnato profondamente l’evoluzione del mercato delle calcolatrici.

In primo luogo, il suo costo, significativamente più basso rispetto ai prodotti concorrenti, la rende facilmente accessibile anche ai privati tanto che, per la prima volta, i calcolatori elettronici compaiono fra le mani di bambini in età scolare: un evento che cambierà radicalmente gli strumenti adottati dal sistema scolastico nell’insegnamento della matematica.

Sfruttando l’impiego di circuiti integrati, il funzionamento della Mini si basava sull’utilizzo di un solo chip LSI e di un driver video per la visualizzazione del display.

Un’altra sfida che i progettisti hanno dovuto affrontare riguardava la realizzazione di un dispositivo portatile che fosse dotato di una sufficiente alimentazione, considerando l’elevato fabbisogno di potenza richiesta dai rudimentali LED necessari alla retroilluminazione dei display.

Per tale ragione, si arrivò al compromesso di una visualizzazione massima sullo schermo di 6 cifre e di un’alimentazione pari a quattro batterie AA.

La Mini, inoltre, non prevedeva l’utilizzo di numeri che non fossero interi. C’era, tuttavia, un tasto in grado di fornire una parziale risposta delle eventuali cifre dietro la virgola, ma spettava all’utente capire l’effettiva posizione del punto decimale.

A dispetto dei suoi compromessi, la Casio Mini è stata una vera e propria pietra miliare nella storia delle calcolatrici, con un volume di vendita superiore ai 10 milioni di pezzi.

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