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Nortel a rischio bancarotta

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Sono decisamente cattive le acque in cui naviga Nortel. La centenaria società canadese ha infatti consegnato la documentazione necessaria per entrare in regime di amministrazione controllata, il famoso “Chapter 11”, una procedura necessaria ad evitare la bancarotta.

È infatti questo il rischio a cui Nortel va incontro: praticamente braccata dai creditori è in cerca di una possibilità che le permetta di completare la ristrutturazione necessaria per ritornare ad essere finanziariamente stabile.

L’amministrazione controllata le permetterebbe di ritardare il pagamento di 107 milioni di dollari in interessi sulle obbligazioni, che ammontano a un totale di 3,8 miliardi di dollari. A minacciare Nortel è anche la possibile cancellazione dal listino della borsa: già lo scorso dicembre Wall Street aveva avvisato la società di una esclusione dalle contrattazioni se le azioni non fossero risalite al di sopra di 1$. Attualmente le azioni Nortel sono scambiate a 32 centesimi.

Al centro della ristrutturazione ci sono l’esternalizzazione di alcuni comparti e soprattutto il licenziamento di 1.300 dipendenti. Con i nuovi licenziamenti salgono a 3400 le persone mandate a casa Nortel. Per ora la richiesta di amministrazione controllata è stata avviata solo per la sede statunitense, ma sarà presto estesa anche alle sedi europee e soprattutto a quella canadese.

Una situazione difficile ma non impossibile: Nortel aveva affrontato una crisi simile già nel 2001, anno in cui in un solo trimestre aveva accusato perdite per quasi 20 miliardi di dollari, mentre la situazione attuale vede perdite per “soli” 3,4 miliardi di dollari.

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