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Treccani versione beta: il marketing dell’enciclopedia negli anni dei social networks

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Inizialmente le enciclopedie tradizionali furono spiazzate dalla diffusione di Internet e dal modello Wikipedia: anche se per lo più non poteva godere della certificazione scientifica delle pubblicazioni cartacee (di cui peraltro si poteva dimostrare che contenevano errori e interpretazioni datate), il materiale disponibile online era comunque enorme, in crescita costante e aggiornato/aggiornabile in tempo reale.

La domanda era ed è: se il mercato delle enciclopedie cartacee tende inevitabilmente e drasticamente a contrarsi, come si può ancora valorizzare il patrimonio di sapere da queste accumulato e il know-how delle redazioni e degli editori che lo hanno organizzato? È possibile confrontarsi con i modelli “wiki” più evoluti? A questo proposito, Treccani costituisce un ottimo caso di studio.

Un primo fattore competitivo, associato al nome “Treccani”, in Italia, è il prestigio. A questo si aggiunge un patrimonio di voci enciclopediche già pronte, redatte secondo canoni scientifici di altissimo livello, anche se da rivedere e aggiornare. Inoltre (forse la cosa più problematica) si tratta di voci pensate inizialmente per la stampa e difficili da riorganizzare in logica ipertestuale.

Accettata questa sfida di traduzione digitale, Treccani si presenta oggi con una piattaforma (in versione beta) innovativa e orientata alla logica del social network. Con una battuta: oggi il marketing dell’enciclopedia non si fa più “porta a porta”, ma creando una community.

C’è di più. Puntando sulla pluralità dei linguaggi (dai testi alla Treccani Web TV), sul coinvolgimento multiplo dell’utente (concorsi con la versione dell’enciclopedia cartacea come premio, possibilità di aggiungere tag alle voci, possibilità di commentare, condividere, inviare domande e testi) e sulla diversificazione dei servizi (novità via email, realizzazione periodica di “percorsi” tematici, ecc.) la piattaforma Treccani aspira evidentemente a diventare un punto di riferimento abituale degli utenti (così come attualmente, per molti, lo è Wikipedia; il motto Treccani è “Il sapere parte da qui”).

In questa direzione, la proposta di una specifica Toolbar integrabile nel browser costituisce l’esempio classico: l’obiettivo è quello di “incorniciare” la navigazione del membro della community e del visitatore occasionale interessato ai servizi proposti. In attesa di sapere come andranno le visite e gli iscritti, il sito ha già i suoi banner e… sta persino raccogliendo curriculum.

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