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Il simbolo dell’11 settembre mette in imbarazzo Google Trends

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Google Trends, il servizio di analisi Google degli andamenti generali nel mondo della ricerca mondiale, ha subito negli ultimi giorni un nuovo imbarazzante “scherzo” ispirato agli attacchi terroristici alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001.

Il simbolo incriminato, l’icona di un aereo che punta in direzione di due blocchi verticali che ricordano le due torri gemelle di New York sotto attacco, ha raggiunto nei giorni scorsi la posizione n.2 su Google Trends. Il suo aumento è stato dovuto ai cosiddetti troll, “burloni” che su Internet deliberatamente pubblicano offese o contenuti inappropriati.

La bravata sembra avere origine dal forum del sito 4chan.org, tramite il quale gli utenti sono stati incoraggiati a effettuare ripetute ricerche con Google per “spingere” il codice del computer che generava il simbolo dell’aeromobile. L’infame campagna è stata ripresa su altri forum, e così l’offensiva icona dell’11 settembre aveva velocemente raggiunto il secondo posto su Google Trends. E si è rivelata così popolare che per un paio d’ore Google l’ha classificata come “vulcanica”, la massima valutazione per una ricerca su Google. Il simbolo è poi sceso in classifica nel corso della giornata, prima di essere rimosso.

Un portavoce di Google ha dichiarato al New York Times:

Hot Trends è una classifica generata automaticamente da algoritmi e da macchine che gestiscono le varie query. Abbiamo notato un sacco di query da tanti luoghi diversi in un breve periodo di tempo per il simbolo incriminato.

Questa non è la prima volta che i troll sfruttano un piccolo numero di ricerche ben distribuite per fare arrivare un termine al top su Google Trends. Lo scorso luglio una svastica nazista era apparsa in classifica dopo una bravata simile.

Già in passato vari hacker erano stati in grado di spingere alcune pagine in alto nella graduatoria di Google attraverso link che rimandano ad esse tramite frasi particolari su altre pagine, una pratica nota come Google Bombing. Un esempio clamoroso fu quando, digitando “miserabile fallimento” in Google, nel 2003 le ricerche rimandavano alla biografia del presidente Usa George W. Bush sul sito Web della Casa Bianca. Tale pratica mette in evidenza la facilità con cui le classifiche Web di Google possano essere manipolate da mani abili e conoscenze approfondite.

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