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Licenziamenti per Microsoft e Google

Una ondata di licenziamenti si appresta a travolgere anche i nomi più altisonanti dell'industria informatica, quali Microsoft, Google, Oracle e AMD, chiaro e preoccupante segnale di una crisi economica che oramai sembra non risparmiare più nessuno

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Mentre continua a soffiare il vento pesante di una economia malata, ecco apparire all’orizzonte lo spettro di una ondata di nuovi licenziamenti, pronta a travolgere anche quelle che erano sempre state considerate delle vere e proprie roccaforti nel panorama dell’industria informatica, ovvero Microsoft e Google. Potrebbero essere ben 15.000 gli impiegati a dover lasciare i propri uffici in quel di Redmond, mentre a Mountain View si è ben pensato di snellire il personale responsabile della selezione e della organizzazione del personale, annunciando 100 licenziamenti in tale settore. Sostanziali tagli al personale anche per Oracle, mentre AMD riduce del 9% la forza lavorativa e annuncia una diminuzione degli stipendi fino al 20%.

Voci di una possibile ondata di licenziamenti in casa Microsoft sono circolate in rete per settimane, avvalorate di recente dalle dichiarazioni di alcune fonti vicine alla situazione, come riportato dal The Wall Street Journal: Microsoft «sarebbe in procinto di tagliare numerosi posti di lavoro all’interno delle sue diverse divisioni, un evento non comune per la compagnia di informatica più grande del mondo». Seppure Microsoft abbia declinato ogni commento in merito a ciò che considera solamente voci e speculazioni, la verità è destinata a venire a galla in occasione del rilascio dei risultati relativi al quarto trimestre fiscale.

Tuttavia, Rob Helm, direttore della società di ricerche Directions on Microsoft, giudica eccessivo il numero di licenziamenti di cui si rumoreggia, ritenendo l’operazione una semplice riorganizzazione interna della società, senza un numero eccessivo di tagli al personale: «non penso che vedremo un gran numero di licenziamenti la prossima settimana», dichiara Helm riferendosi la momento in cui Microsoft dovrà esibire i dati relativi al quarto trimestre. «Quando una compagnia si riorganizza, alcune persone perdono la loro sedia quando la musica si ferma. Potremo assistere semplicemente ad un aumento di tale attività. […] La realtà è che Microsoft deve proteggere i suoi margini […] e tenere i costi sotto controllo».

Non può passare inosservato quanto annunciato dai vertici di Google attraverso il blog ufficiale: «Google sta ancora assumendo, ma ad un ritmo ridotto. Date le condizione dell’economia, dobbiamo riconoscere che abbiamo bisogno di meno persone focalizzate sull’assunzione. Il nostro primo passo è stato la diminuzione di tutti i nostri contatti con le persone esterne al gruppo e vendor incaricati di reclutare servizi per Google. […] Dobbiamo andare però oltre e ridurre la dimensione complessiva della nostra organizzazione responsabile della selezione e della organizzazione del personale di circa 100 persone». Seppure la compagnia si auguri una veloce riassunzione (magari all’interno della stessa compagnia) di chi è stato licenziato, l’improvvisa inutilità di chi dovrebbe effettuare le assunzioni, appare un chiaro segnale di come, almeno nei prossimi mesi, tale categoria di lavoratori sarebbe stata alquanto inutile e inutilmente costosa.

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