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A Cannes distributori contro etichette musicali

Il MidemNet ha visto scontrarsi chi la musica la possiede contro chi cerca di distribuirla in maniere nuove attraverso internet. Le due fazioni hanno due idee diverse di quale sia la strada per tornare in positivo e per danneggiare la pirateria

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Gli stati generali della musica che si tengono come ogni anno a Cannes all’interno del MidemNet hanno dato vita ad una polemica tra apocalittici e integrati della nuova era digitale. Da una parte chi i contenuti li possiede e dall’altra chi li vuole distribuire in rete.

Società come YouTube, cioè quelle che vorrebbero più autonomia nella gestione della musica per attuare modelli di business nuovi, si sono lamentate dell’atteggiamento protezionistico degli editori: «C’è una cultura del tipo: questi sono i miei interessi, soddisfateli» ha detto David Eun di Google «Così la questione che sottopongo a voi ed a tutti nel settore è: quanta innovazione sta davvero procedendo nell’industria della musica e quanta più potrebbe essercene?».

Dall’altra parte gli editori e anche i musicisti stessi (magari per bocca dei propri agenti come è capitato per Robbie Williams) hanno espresso malumore per la codardia dei governi e delle stesse società che non starebbero perseguendo con la dovuta pervicacia i pirati.

Da Google hanno sicuramente la mano scottata per la rottura di YouTube con Warner, ma è stata una richiesta di un po’ tutto il settore quella di allentare la presa. Nel nuovo mondo digitale le etichette non possono pensare di avere il medesimo controllo di prima e soprattutto occore mutuare i nuovi modelli e le nuove tecnologie di veicolazione dei loro contenuti dai loro nemici: i pirati.

Nonostante negli ultimi anni la musica venduta legalmente in rete sia cresciuta tantissimo ancora nel 2008 il 95% dei brani della rete sono girati in maniera piratesca causando un ulteriore calo del 7% di tutta l’industria. Eppure esistono esempi virtuosi, come lo store britannico 7digital che nel quarto trimestre dell’anno ha aumentato le vendite del 260% grazie al passaggio a brani in formato mp3 libero e leggibile da tutti i player.

Ancora Eun ha citato esempi virtuosi di collaborazioni fruttuose come quella con il gruppo degli Weezer che ha distribuito il proprio video “Pork And Beans” liberamente su YouTube toccando quota 4 milioni di visualizzazioni: «Grazie ad Insight è stato possibile tracciare un profilo demografico e per zona di residenza degli utenti, cosa che ha consentito al gruppo di pianificare con più efficacia il tour».