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La scure di Google si abbatte su Print Ads

A circa due anni dal suo debutto, Google chiude il progetto Print Ads per le inserzioni pubblicitarie sulla carta stampata negli Stati Uniti. Il network di 800 quotidiani aderenti all'iniziativa non si è rivelato sufficientemente valido e redditizio

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Google non è la migliore soluzione per salvare i destini della pubblicità sui giornali cartacei statunitensi. Ad appena due anni dal lancio di Print Ads, la società di Mountain View ha deciso di chiudere il suo progetto nell’ambito del riassetto generale delle attività gestite dal gigante delle ricerche online. La decisione interessa circa 800 quotidiani degli Stati Uniti, che non potranno più utilizzare la piattaforma predisposta da Google per l’advertising sulle loro pagine.

La notizia sulla dismissione di Print Ads è stata diramata attraverso il blog della società dedicato ai programmi per i media tradizionali. Nel suo comunicato, Mountain View ammette di non essere riuscita a raggiungere una massa critica di editori e inserzionisti, registrando una scarsa redditività del progetto teso a semplificare la gestione delle proprie campagne pubblicitarie sui giornali statunitensi. Registrato l’insuccesso, Google ha così deciso di chiudere i battenti di Print Ads, che terminerà il proprio ciclo di vita con la fine del prossimo febbraio. Gli inserzionisti con campagne pubblicitarie già prenotate potranno vedere pubblicati i loro annunci entro e non oltre il 31 marzo.

Print Ads era stato lanciato verso la fine del 2006 da Google con la speranza di aprire un nuovo settore dell’advertising su un medium molto tradizionale come la carta stampata. Dai 50 partner iniziali, il progetto è riuscito a creare rapidamente un network di circa 800 quotidiani grazie all’immediatezza e alla praticità del sistema proposto da Mountain View. Tuttavia, i livelli di redditività derivanti dalle campagne pubblicitarie non si sono rivelati sufficienti per rendere sostenibile Print Ads nel medio periodo, condizione che ha portato all’inevitabile decisione di chiudere il progetto.

Google sembra comunque lasciare uno spiraglio per i giornali tradizionali: «Continueremo a dedicare un gruppo di persone per scoprire come aiutare le società editrici dei quotidiani. Appare evidente come l’attuale Print Ads non sia la giusta soluzione, dunque libereremo delle risorse per provare a sviluppare nuove e innovative soluzioni in grado di avere un maggiore impatto presso gli utenti, gli inserzionisti e gli editori». Come già accaduto negli scorsi giorni per altri progetti di Mountain View, come Google Notebook e Google Video, la decisione di accantonare Print Ads viene motivata con la necessità di liberare risorse dai programmi meno efficaci per razionalizzare la spesa e mantenere un alto livello di efficienza.

La crescente crisi economica è stata probabilmente un formidabile stimolo per riportare un poco di ordine in casa Google. Stando alle prime informazioni, nell’ultimo trimestre del 2008 la società del motore di ricerca ha registrato un ridimensionamento del proprio valore azionario, ma è comunque riuscita a mantenere circa il 76% del proprio market share rispetto al terzo trimestre dello scorso anno. Nella difficile giornata di ieri, con il Nasdaq a -5,78%, il titolo di Mountain View ha registrato perdite intorno al 5,65% raggiungendo il valore di 282,75 dollari per azione; nel corso degli After Hours il titolo ha compiuto una lenta rimonta attestandosi a 0,80 punti percentuali.

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