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Anche il gigante di Mountain View costretto a licenziare

Licenziamenti e riorganizzazione all'interno di Google

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Google, in costante espansione fin dalla sua fondazione nel 1998, è da anni considerata una società dalle prospettive sempre rosee. Ma è anch’essa costretta oggi ad affrontare gli effetti di una crisi globale economica senza precedenti. Dopo anni di creazione di posti di lavoro, con i lavoratori interni arrivati a 17.000, supportati anche da oltre 10.000 contrattisti in outsourcing, il dominatore dei motori di ricerca ha fatto un annuncio poco gradito.

Dopo la razionalizzazione del lavoro assegnato a società esterne e riduzione decisa dei contratti, Google rivela oggi che sarà costretta a tagliare anche alcuni lavori interni.

In due messaggi separati sul blog ufficiale Google, sono intervenuti Laszlo Bock, vicepresidente del personale Google e Alan Eustace, vicepresidente senior della divisione Engineering & Research.

Il vicepresidente Bock ha detto che con un minor numero di contratti e di servizi da gestire, Google dovrà anche ridurre la dimensione della propria unità di Risorse Umane. Il gruppo dovrà essere ridotto di 100 persone, con licenziamenti tristi ma necessari per la salute dell’azienda. Google spera che alcune fra le persone in esubero possano reinserirsi nel gruppo in altri ruoli, ma la dura legge del mercato non consentirà sconti neppure verso chi ha aiutato a trovare talenti anno dopo anno.

Nel secondo messaggio l’altro dirigente Eustace ha ricordato come la localizzazione dei prodotti e servizi ha portato alla creazione di ben 40 uffici in oltre 20 paesi con miglioramenti dei risultati portati nei team tecnici distribuiti fuori dalla base di Mountain View. Ma adesso si deve tornare indietro e riallocare nuovamente le risorse. Già nel settembre 2008 Google ha iniziato a far muovere il team da Phoenix (Arizona, USA) in nuove locazioni riunendo piccoli gruppi in unità più grandi e sensate.

Adesso lo stesso progetto di raggruppamento di risorse parte per i team di lavoro in Austin (Texas, USA), Trondheim (Norvegia), e Lulea (Svezia). In questi centri ci sono al momento 70 persone. Naturalmente Google proporrà uno spostamento ai lavoratori, ma si teme che molti, a causa di interessi e affetti sul luogo, non seguiranno Google nella nuova avventura in centri lontani. Anche questa riorganizzazione e concentrazione di risorse è un metodo per affrontare la crisi e non duplicare preziosi servizi comuni.

Dice Eustace:

Il nostro obiettivo a lungo termine non è quello di ridurre il numero di persone che abbiamo a lavoro nei nostri progetti di ingegneria o ridurre la nostra presenza globale, ma creare un numero minore di siti di sviluppo più efficienti e che assicurino che l’innovazione e la velocità rimangano il nostro nucleo.

Efficienza diventa ora la parola chiave dopo anni di sviluppo sfrenato e senza controllo sui costi. Con la grande depressione mondiale alle porte (e la conseguente riduzione prevista nei ricavi pubblicitari) anche per Google è tempo di ottimizzare il personale e ridurre ogni possibile posizione non indispensabile al progresso del gruppo.

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