Digital.it
QR code per la pagina originale
news_e3364cfd1c2f9b2d.jpg

Brunetta presenta il piano E-Gov 2012

Molti ed ambiziosi gli obiettivi che il piano di E-Gove 2012 del Ministro Brunetta pone: semplificazione delle comunicazioni, smaterializzazione dei documenti, miglioramento dei sistemi giudiziario, sanitario e scolastico. Gli stanziamenti sono pronti

Renato Brunetta aveva illustrato la propria filosofia di lavoro già nei giorni scorsi, quando aveva interletto nell’efficienza la chiave di volta per riportare la Pubblica Amministrazione ad un alto livello. Non solo: Brunetta ha esplicitamente spiegato di voler ridare lustro all’intero comparto, sperando che proprio i dipendenti pubblici possano ritrovare l’orgoglio e la capacità di farsi traino e portare l’Italia fuori dall’attuale difficile situazione economica. Con la presentazione del piano E-Gov 2012 Brunetta ha confermato uno ad uno i propri punti programmatici partendo dalle basi del lavoro compiuto anzitempo da Lucio Stanca ed approfondendo inoltre il discorso per spiegare come, concretamente, il tutto possa essere portato dalla teoria alla realtà.

Teoria e realtà: efficienza ed Internet. La rete è stata identificata con estrema decisione come lo strumento fondamentale per raggiungere l’obiettivo di una migliore organizzazione, per una migliore offerta di servizi, per un drastico taglio degli sprechi. Spiega la documentazione ufficiale diramata, partendo da una presa di coscienza di quelli che sono gli attuali problemi nel rapporto tra utenza e web oggi: «L’uso di internet è determinato da fattori culturali, economici e sociali, ma un fattore specifico influisce negativamente sull’accesso alla rete: si tratta della scarsità delle informazioni, delle applicazioni, dei servizi che la pubblica amministrazione offre on line attraverso la rete. Occorre un impegno convergente delle amministrazioni centrali e locali per superare questo divario. È un impegno sulle risorse umane, sulle capacità manageriali, sulle risorse finanziarie. Abbiamo raggiunto risultati significativi ed altri potremo raggiungerne con l’approvazione della riforma dell’amministrazione pubblica. È un impegno rivolto anche alle imprese: lo sforzo ripagherà non solo il loro lavoro come fornitori, ma anche come utenti dell’amministrazione pubblica».

1,380 miliardi gli euro previsti per il completamento delle opere, 248 i milioni già stanziati per avviare le prime operazioni; il resto verrà reperito in corso d’opera secondo modalità non meglio specificate. Il piano, disponibile online in file .pdf, è stato schematicamente suddiviso per obiettivi, il che rende particolarmente semplice capire con immediatezza le strade che il Ministero intende percorrere. Partendo dalla scuola:

  • «Semplificazione delle comunicazioni scuola-famiglia attraverso la disponibilità in rete dei principali documenti prodotti dalle scuole: domande di iscrizione, prenotazione colloqui, comunicazioni, pagella elettronica e registro elettronico»;
  • «Tutte le scuole saranno dotate di almeno tre aule informatizzate con lavagne digitali interattive e personal computer».

Se vuoi aggiornamenti su Brunetta presenta il piano E-Gov 2012 inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  1 2Pagina successiva »  
  • Andrea

    Ho appena cominciato a leggere il pdf linkato nell’articolo e già ho trovato qualcosa su ci sarebbe da discutere:

    - Il progetto “Compagno di classe” prevede di fornire ad ogni alunno delle scuole primare un computerino. Il progetto dovrebbe essere realizzato al 50% entro il 2012, ma a parte la dubbia utilità di questo progetto (quali software e quali hardware verranno acquistati? i docenti verranno adeguatamente formati?) tra i fabbisogni non viene addebitato alcun costo a questa voce, il che mi fa supporre che i 1.380 milioni di euro previsti da Brunetta non costituiscano una cifra troppo affidabile.
    - Il progetto scuole in rete prevede invece “costo rete wifi per classe pari a circa 200 euro”. Era proprio necessario il wifi? Capisco che si possa discutere a lungo sul fatto che le reti wifi facciano male o meno, ma non capisco per quale motivo abbandonare il criterio di prudenza: il classico cavo costa molto di più?

    Ma sono solo a pagina 11 di 88…

  • Andrea

    Obiettivo: dotare gli studenti della scuola primaria di un PC a loro dedicato (resistente ?
    leggero ? sicuro ? a basso costo) come strumento didattico.
    Partner: Intel, Telecom Italia, Microsoft
    Situazione attuale: è stata completata la prima fase di confronto con i potenziali partner
    dell?iniziativa e si sta stimando il costo del PC per le famiglie
    Costi: 1 M? per attività di accompagnamento e comunicazione

    E l’OPEN SOURCE ? … !?#”!#”?!!

  • marco

    ci risiamo……la follia di quest’uomo e’ senza fine.Se poi consideriamo chi e’ il suo degno capo ,siamo in una botte de fero ( come dicono a Roma ).E’ l’ennesima legge folle di un folle ( in malafede ) che costera’ un botto e contribuira’ solo ad affossare ancora di piu’ la pubblica amministrazione.Auguri a tutti ( dipendenti e cittadini………ne abbiamo bisogno!

  • renato

    ma ai problemi della sicurezza della trasmissione e memorizzazione dei dati quale iportanza ha dato? Ci sono troppe intelligenze ed interessi personali coinvolti per non pensare che si svilupperà una ridda di operazioni fraudolente che faranno gli interessi solo del “potente” di turno.

  • Luca

    Dotare ogni alunno di un pc? A che pro? Per usare il pc ci sono (o dovrebbero esserci) le aule di informatica. Condivido, inoltre, tutti gli altri dubbi sollevati da Andrea (Es. formazione degli insegnanti, Open Source meno costoso)… Sono d’accordo anche sul WiFi: in parte per la questione sanitaria e in parte perchè non vedo il minimo bisogno di questa tecnologia. A meno che Brunetta non intenda far fare lezione camminando per i corridoi delle scuole.
    Sinceramente non ci vedo nessuna utilità. Mi sembra che la scuola abbia ben altri problemi. Ho l’impressione che si voglia mettere la vernice metallizzata al carro a buoi. Ancora un po di “sano fumo negli occhi” nel pieno stile di questo governo.

  • simieri

    Nel 2007 il MPI concesse agli insegnanti la detrazione de 19% sull’IRPEF per l’acquisto di un notebook (non di un PC) l’obiettivo dichiarato era di favorire gli insegnanti, l’obiettivo che ho risconrato era di dotare le classi di un portatile a spese dell’insegnante, lasciamo perdere…. Ora il prog di Brunetta mi pare spendaccione: perchè acquistare prodotti MS e non pensare di “costruire” un sistema operativo in linux e dotare il tutto con programmi Open GPL? Perchè far lavorare i programmatori esteri e non i tantissimi giovani italiani? perchè fidarsi di sistemi che, a tratti non sai quello che fanno “sottobanco”? Brunetta vedi cosa è successo in Sardegna, l’unica regione in Italia a dotare tutte le scuole di aule informatiche (progetto M@rte), quanti soldi buttati in licenze MS. Un SO per la pubblica amministrazione e un pacchetto di programmi standard autoinstallante,GPL ovviamente, farebbe risparmiare alla PA una cifra che supera la manovra economica del ministro Tremonti. E’ sbalorditivo che a livello ministeriale si vogliano invece buttare tanti soldi:( – PS: la provincia di Cagliari ha risparmiato 114 mila ? installando nei nuovi sistemi il pacchetto OpenOffice.

  • alex

    Andrea se il WI fi facesse male dovresti vivere sulla luna, ma forse le radiazioni solari non sarebbero schermate.
    Non esiste posto dove non c’e’ un segnale a 2.4ghz e comunque il sole e’ piu’ forte di qualsiasi segnale

    cancellate certe scemenze dai commenti

  • Fabio

    Carissimi,

    condivido pienamente i dubbi sulle reali necessità della scuola e sono sicuro che gli studenti abbiano bisogno di molto, prima di tutto di buoni e MOTIVATI insegnanti, poi di genitori che non facciano causa alla maestra che da un paterno scappellotto allo scolaro che strilla in classe (da chi ha imparato?), di zaini più leggeri per evitare il fisioterapista a 12 anni, e molto altro ancora.

    Ma penso anche che non sia più tollerabile saper scrivere soltanto a penna!

    Se tutti gli utenti ADULTI di FaceBook impiegassero nello studio del PC (sistema e software) una caparbietà pari alla loro passione per il chiacchiericcio online, non saremmo neanche qui a chiederci se agli scolari serve o no un PC a testa in classe.