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Cassinelli: una contro il phishing, una per le raccolte firme online

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In principio era la cosiddetta “Salvablog“. Conoscemmo allora il nome di Roberto Cassinelli, Deputato del Popolo delle Libertà, colui il quale scrisse la proposta di legge passandola al vaglio degli utenti del Web nelle sue varie bozze.

A distanza di poco tempo l’on. Cassinelli intende ritentare l’esperimento con una doppia proposta che prende piede dal proprio blog: ci chiede, e volentieri collaboriamo, di rendere nota l’iniziativa così che la Rete possa dire la propria idea preventiva sui due spunti avanzati.

Legge anti-phishing
Ho contattato alcuni amici ed esperti della materia, i quali mi suggeriscono di intendere il phishing non solo come attività di illecita raccolta di dati tramite, per esempio, l’invio di messaggi di posta elettronica col logo di una banca, quanto piuttosto come “furto di identità”. Si tratta di punire, cioè, chi accede al Vostro portale di online banking spacciandosi per Voi.
Credo poi sia necessario punire anche chi non svolge direttamente attività di questo tipo, ma si presta ad attività di trasferimento di denaro, ottenendone in cambio una percentuale

Sottoscrizione online di proposte di legge o richieste di referendum
Va premesso che si tratta di una materia assai complessa, e per questo opterei non per una proposta di legge, ma per una proposta di legge-delega al Governo, essendo necessari studi quanto mai approfonditi ed anche l’identificazione di una tecnologia già esistente, o lo sviluppo di una nuova, per garantire la massima sicurezza. Sull’odierna firma digitale, alcuni esperti (di livello internazionale) mi hanno espresso molte perplessità

Chiunque voglia partecipare può seguire il percorso delle due proposte direttamente sul blog dell’on.Cassinelli, al quale si concede il beneficio del nostro passaparola poiché ha dimostrato, in occasione del primo esperimento, di saper tentare la via della Rete senza occupare strumentalmente il canale. Il consiglio, ci permettiamo, è quello di perseguire tale via non invasiva, considerando pertanto la Rete sempre come uno strumento e mai non un fine. Altrimenti la Rete stessa gli si ritorcerà inesorabilmente contro, come troppi colleghi già hanno avuto modo di sperimentare.

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