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Google interviene nel dibattito sul diritto d’autore

Google non intende tacere di fronte all'atmosfera che, nelle sale dei bottoni della politica italiana, sta maturando a favore della dottrina Sarkozy. In un post l'azienda esprime quindi il proprio impegno per promuovere un ripensamento generale sul tema

Google chiede che l’intero comparto venga ripensato, partendo dal principio e facendo soprattutto tesoro di quel che già la giurisprudenza ha sentenziato: non si può mettere la sanzione al di sopra dei diritti della persona, perché così facendo si registrerebbe un corto circuito nel diritto. «Le opportunità che Internet offre sono incredibili e permettono di trovare soluzioni adeguate alle sfide che le nuove tecnologie presentano. A questo proposito chiediamo al Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale che si sta occupando di elaborare le soluzioni al problema della violazione dei diritti di proprietà intellettuale online, di tenere in considerazione il punto di vista degli operatori della società dell’informazione». Al comitato stesso Google propone un canale su YouTube «per favorire lo scambio “diretto” e trasparente con i cittadini e gli operatori del settore. Potrebbe essere interessante avere il punto di vista di chi fruisce dei contenuti e fa in modo che l’industria della produzione della cultura possa continuare a vivere».

L’interesse di Google nella vicenda è particolare. Lo ammette Google stessa, quando spiega di dover agire giorno dopo giorno sul filo del compromesso tra sete di informazioni e necessità di tutelare il diritto d’autore. Ma lo spiega anche Guido Scorza su Repubblica, a proposito della bozza pubblicata da Altroconsumo: «Se passasse questa proposta, certo YouTube perderebbe la causa contro Mediaset e altre emittenti che lo denunciano per la presenza di materiale pirata sul portale».

Nel Regno Unito, proprio in queste ore, la politica ha scelto di percorrere una strada differente: la proposta della British Phonographic Industry (tre ammonizioni seguite dal distacco della linea) egrave; stata fermata dal Governo spiegando che le misure richieste sono eccessive. Ed una metafora, in particolare, è emblematica per delineare la dottrina inglese sul tema. Ha infatti spiegato David Lammy, Ministro per la Proprietà Intellettuale: «Non possiamo adottare un sistema che arresta i teenagers nelle loro stanze. La gente può affittare una stanza in un hotel e lasciarla prendendosi una saponetta – c’è una bella differenza tra il prendersi una saponetta ed il prendersi la televisione». L’Inghilterra suggerisce agli ISP di formulare una proposta propria, aprendo anche alla possibilità di una percentuale sulle tariffe per la connessione da versare all’industria musicale (proposta che viene cadenzialmente a galla e che in Italia ha a suo tempo già coinvolto con scarsi risultati il mercato dei CD).

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