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Social network, non solo Facebook

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Il successo di un social network, intendendo in questa sede solo i social network “puri”, cioè quelli di semplice incontro tra le persone, è nella sua forza aggregante, perché l’elemento decisivo deriva dal fatto di trovare già su quel sito un certo numero di nostri amici reali.

Sembra una banalità, ma questo concetto può essere determinante in un mercato in cui chi riesce a far oscillare l’utenza verso di sé, riesce in sostanza a prendersi tutta la torta, quantomeno per macro-aree sociali e geografiche.

E l’abbiamo visto in questi ultimi mesi anche in Italia, con l’esempio di Facebook. I social network, però, sono tanti, come si può vedere da questo elenco.

Un altro elemento di successo di Facebook sono le applicazioni, e cioè la possibilità di utilizzare servizi Web esterni al suo interno. e anche in questo caso, chi queste applicazioni le scrive è automaticamente invogliato a farlo sulla piattaforma più gettonata.

Più di un anno fa uno dei padri del World Wide Web, Robert Cailliau, sentenziò che

Wikipedia incarna ciò che non avremmo voluto diventasse il Web. Non ha senso creare un’enciclopedia in cui vengono accentrate le informazioni, perché la rete tutta è un’enciclopedia. Concentrare le fonti è contrario all’idea stessa di Web.

Potremmo allora aggiungere, parafrasandolo, che Facebook incarna ciò che non avremmo voluto diventasse il social network. Le soluzioni? Non ci sono, a meno di non ipotizzare un sorta di legge anti-trust di Internet, posto che le norme anti-trust dei vari paesi forse potrebbero già applicarsi alla Rete.

Facebook probabilmente diventerà un servizio di base, come è Google per la ricerca. Per il resto, la Rete riuscirà ad inventarsi strumenti nuovi, come è sempre successo e è nella sua natura, che in qualche modo riuscirà a conviverci ma al tempo stesso offrire qualcosa in più.

Foto: Joe Shlabotnik

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