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Saturazione di IPv4: tutto secondo le previsioni

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Lo scorso anno il global IPv6 Summit tenutosi a Pechino aveva lanciato un avviso: nel 2011 gli indirizzi IP si esauriranno.

A dire la verità gli IP a 4 cifre avrebbero già dovuto esaurirsi nel 2000 se non fossero stati
adottati dei provvedimenti (Cidr,Nat,Dhcp) per limitarne lo spreco.

L’articolo pubblicato da “Iljitsch van Beijnum” su arstechnica.com conferma la previsione parlando con i numeri. Analizzando i dati dell’ultimo anno l’autore spiega che rispetto all’anno precedente, in cui erano stati utilizzati il 69,7% degli indirizzi totali disponibili, si è passati al 75,3% degli IP totali. Un incremento del 5,6% che se proseguirà allo stesso ritmo per i prossimi anni causerà l’esaurimento degli IP nel 2012.

La Russia è al primo posto per quanto riguarda l’incremento in percentuale di richieste di IP (36%), seguita da Cina (34%), Brasile (27%) e Italia (23%).

Ma com’è possibile che si possano esaurire più di 3,4 miliardi di indirizzi? Diciamo che negli ultimi anni con l’avvento della banda larga e delle offerte flat vengono occupati indirizzi IP permanentemente. Inoltre paesi in grande espansione come la Cina ne richiedono ogni anno un numero sempre maggiore.

Ma se IPv6 dovesse tardare come risolvere la situazione? Usando il Nat in modo spropositato?
Forse una soluzione tampone potrebbe essere lo sblocco degli indirizzi di classe E ([240-255].x.x.x.)?
Assoprovider spiega come i due sistemi (Ipv4 e IPv6) possono coesistere, anche per quanto riguarda i più comuni sistemi operativi.

Di certo la migrazione verso IPv6 risolverà il problema. Si passerà infatti dai circa 3,4 miliardi di indirizzi attuali a circa 3,4 × 10 alla 38 indirizzi. Un numero stratosferico, proprio come si pensava per Ipv4 negli anni ’80. Vedremo.

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