TechCrunch e lo sputo della discordia
Micheal Arrington, autore di TechCrunch, si è visto ricevere uno sputo sul viso e ha deciso di prendersi un mese di vacanza. Troppa litigiosità e continui conflitti con le startup avrebbero ormai esasperato il clima, portando anche a minacce di morte
Una condizione molto difficile da sostenere e, secondo Arrington, causata anche dalla costante escalation dei toni all’interno dei commenti e dei blog, sempre più ipercritici sull’operato di TechCrunch. Determinato a fare maggiore chiarezza sulle ultime vicende e a riportare il confronto entro i confini del dialogo civile, il principale autore del sito comunica nel post di voler prendere un mese di pausa. «Scriviamo di tecnologia e imprese. Queste cose sono importanti, ma non così importanti da dover temere per la sicurezza nostra e delle nostre famiglie» conclude Arrington, congedandosi per il mese di febbraio dai suoi lettori.
Seppur comprensibile, numerosi detrattori vedono nella scelta di Michal Arrington una semplice strategia per ottenere un poco di pubblicità e spostare maggiormente l’attenzione su TechCrunch. L’autore del famoso sito non è del resto nuovo a dichiarazioni a effetto per destare l’attenzione dei media. Intervistato dal New York Times nell’aprile dell’anno scorso, Arrington confidò di essere ingrassato di quasi 15 Kg e di soffrire di insonnia a causa della sua professione sedentaria e sempre davanti a un personal computer. La notizia fece scalpore, specialmente all’interno della blogosfera, e sviluppò un’ampia conversazione che naturalmente faceva perno su Arrington e sulla sua creatura TechCrunch.
Il fatto stesso di aver optato ora per un congedo in seguito a uno sputo ricevuto in faccia e non per le ben più serie minacce di morte, ricevute qualche mese fa, desta ulteriori dubbi tra i detrattori di Arrington. I livelli di litigiosità online sono spesso molto alti, favoriti talvolta dalla scorretta percezione di un anonimato che consente di andare oltre il consentito, ma la posizione di Arrington in merito appare quasi strumentale e inserita in una logica di marketing: da episodio condannabile e spiacevole, quello sputo ricevuto a Monaco sembra essersi tramutato in una buona occasione per farsi pubblicità.
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