Google Earth 5.0, tra il browser e l’oceano
Google Earth 5.0 porta gli utenti sul fondo degli oceani, ma soprattutto trasforma il software in servizio online: Google Earth ora è raggiungibile anche da browser, offrendo tramite le API uno strumento per portare sul Web gli embed desiderati
Secondo i dati diramati il software è stato scaricato, dal 2005 ad oggi, 400 milioni di volte. D’ora in poi il numero potrà però essere falsato dal fatto che l’uso del software può essere parzialmente sostituito da una modalità nuova che promette di estendere in modo sostanziale l’esposizione dei contenuti passando, invece che attraverso l’installazione del software, semplicemente tramite l’installazione di un plugin. Passando il confine tra software e servizio online Google Earth diventa una applicazione utilizzabile tramite embed, raggiungibile tramite un qualsivoglia browser e pertanto aperta a molte più persone rispetto al passato.
Per comprendere il player Google Earth all’interno di un browser è possibile creare l’apposito codice grazie alle API (aggiornate da alcune ore per comprendere il nuovo servizio). Una sola limitazione, per quanto paradossale, terrà temporaneamente il tutto lontano da un browser: il plugin per Google Chrome non è ancora disponibile e pertanto i due software di Mountain View per ora non potranno cooperare.
Siccome la monetizzazione è oggi al centro delle attenzioni, anche Google Earth non sfugge alla domanda. Google, nello specifico, conta di trarre giovamento dal software vendendo account Pro sempre più ricchi, vendendo le immagini per usi commerciali e raccogliendo pubblicità mirate ed arricchite dalla geolocalizzazione. Farcire il mondo di Google Earth con nuovi contenuti è la via da percorrere per rendere sempre più appetibile la piattaforma: il resto viene per logica conseguenza con l’aumentare dei partner e dell’utenza coinvolta.
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