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La licenza multimediale della SIAE: i costi che il P2P non conosce

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Tra i grandi “nemici” della tecnologia P2P c’è sicuramente la società paladina della tutela del diritto d’autore, la SIAE. Proviamo a conoscerla meglio, analizzando il suo punto di vista in materia di download di file musicali.

Per poter distribuire legalmente file in rete, la SIAE ha predisposto la licenza multimediale. Essa deve essere ottenuta da chiunque voglia detenere sul proprio sito del materiale coperto dal diritto d’autore.

In particolare, il titolare di un sito di questo genere sarà autorizzato a caricare, diffondere e permettere di scaricare i file musicali (upload, streaming e download, rispettivamente).

Sorvolando, per una volta, sulla situazione dell’utente (che si trova davanti alla scelta “impari” di utilizzare reti P2P o pagare i servizi del sito in questione), vediamo quali sono le condizioni, particolarmente stringenti, a cui deve sottostare il potenziale gestore del sito.

  • Intanto, egli dovrà corrispondere, come pagamento, una percentuale degli introiti che gli derivino sia dall’utilizzazione del materiale coperto da copyright, sia da eventuali pubblicità presenti sul sito;
  • Inoltre, egli sarà sottoposto a svariati controlli da parte della SIAE, sia sulla contabilità che sulla movimentazione dei file;
  • In più, il titolare dovrà fornire periodici e dettagliati report, ad esempio sul numero di contatti e di download;
  • Infine (e questo forse è il vero inghippo, come testimoniato dalla recente disavventura giudiziaria di un gestore condannato a 3 mesi di carcere) la licenza multimediale pagata alla SIAE non basta a mettersi in regola: ci sono, infatti, da ottenere tutta una serie di cosiddetti “diritti connessi“, per soddisfare le pretese economiche delle case discografiche, che fanno capo alla FIMI. Anzi, per dirla tutta, la licenza non comprende neanche eventuali diritti spettanti agli interpreti ed esecutori.

In conclusione, un sistema del genere non sembra incentivare particolarmente chi voglia intraprendere un’attività di questo tipo, stante anche la non trascurabile “concorrenza” che si affronterebbe, rappresentata dalle pratiche del file-sharing.

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