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E-GOV 2012, il primo passo verso la “digitalizzazione” pubblica

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La notizia era sicuramente attesa da tempo e a parte numerosi chiacchiericci ancora nulla di concreto ne era venuto fuori. Il Premier ne aveva addirittura fatto emblema della propria campagna elettorale ma, sebbene siano passati mesi e mesi di sospirata attesa, finalmente possiamo oggi intravedere un risultato.

La scorsa settimana infatti il governo ha presentato quello che sarà un progetto rivoluzionario per la Pubblica Amministrazione e per tutti i cittadini italiani.

Con il piano E-Gov 2012 si sono concretamente poste le basi per l’ammodernamento del sistema pubblico italiano, il lancio definitivo verso la digitalizzazione e informatizzazione del sistema statale di servizi al cittadino.

Il ministro della pubblica amministrazione Brunetta e il Presidente Berlusconi hanno illustrato i punti chiave di un programma che non solo rappresenterà un’innovazione per l’intero sistema di gestione pubblica ma porterà alle casse dello stato un notevolissimo risparmio in termini economici e, soprattutto, migliorerà l’efficienza e la produttività della “PA” con percentuali che oscilleranno tra il 40 e il 50% in più rispetto a quanto accadeva in passato.

Durante la stessa presentazione inoltre sono state presentate alcune delle migliorie che nel prossimo futuro faranno parte del quotidiano dei cittadini.

Il primo punto riguarderà le scuole.

Vi sarà la progressiva introduzione di lavagne elettroniche che saranno utilizzate a partire dal nuovo anno già da 31500 classi di alunni. Inoltre verranno utilizzati sistemi di comunicazione diretti tra scuola e genitori come SMS e posta elettronica.

Il secondo punto invece riguarda la sperimentazione on line dei tribunali.

Per via telematica e in rete sarà possibile notificare atti giudiziari, sentenze delle corti d’appello e rilasciare atti processuali e certificati giudiziari.

Il terzo punto verte su prescrizioni e certificati digitali.

Dal 2011 sarà possibile, tramite l’utilizzo di uno standard sanitario specifico, rilasciare direttamente tramite Internet prescrizioni mediche o certificati da parte di tutti e 55mila i medici di base in attività.

Gli investimenti che sosterrà il governo da qui al 2012 raggiungono i 1380 miliardi di euro di cui già 248 milioni spesi allo start-up dei lavori, un rinnovamento necessario e dovuto soprattutto considerando le stime di spesa derivanti dall’elaborazione di tutta la documentazione cartacea che rappresenta in Italia, ad oggi, una spesa di circa il 2% del Pil.

Ed è proprio per questo che il cardine sul quale poggerà l’intero progetto sarà l’implementazione della grossa rete di intercomunicazione della Pubblica Amministrazione SPC (“Sistema Pubblico di Connettività e Cooperazione”), che porterà, si spera nei tempi previsti, alla “dematerializzazione” di tutti i supporti cartacei arrivando a risparmiare approssimativamente 3 miliardi di euro l’anno.

Un traguardo ambizioso dunque, così come altrettanto ambizioso sarà convincere gli italiani a scegliere la banda larga. Infatti i dati statistici relativi alla distribuzione della larga banda tra le famiglie sono ancora fermi al 17% contro il 35% della media europea. Di sicuro troppo poco per permettere al nuovo sistema di essere efficace, troppo poco per permettere ai cittadini comunicazioni convergenti stato-utente sempre più semplici e immediate.

l’E-GOV, in ogni caso, sarà senza dubbio un ulteriore elemento trainante del mercato broadband, ma farà soprattutto gola a tutti gli sfortunati fruitori dei servizi comunali da sempre “abbonati” a chilometri di fila per un semplice documento, fra breve, ottenibile con un click.

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