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Ignoranza Informatica: un costo per la collettività

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Sapete quanto costa alla collettività la diffusa impreparazione informatica degli impiegati degli uffici pubblici italiani? 280 milioni di euro all’anno.

L’ignoranza informatica è un freno alla produttività. Questo è quanto risulta da uno studio realizzato da AICA, Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico e Sda-Bocconi, edito da Egea e disponibile sul sito della società editoriale e nelle librerie.

Nel singolo caso, il costo annuo generato dagli effetti dell’impreparazione informatica è pari a 1.439 euro per addetto. Il rapporto dell’AICA sottolinea che i dipendenti informatizzati sono circa il 60% dell’organico, ovvero circa 500mila unità, il cui 70% si forma per iniziativa personale.

Per ovviare al problema della formazione informatica, viene proposta una possibile soluzione: con interventi di formazione a basso costo si potrebbe generare un vantaggio complessivo di produttività pari a circa 835 milioni di euro. In più, l’incremento delle conoscenze, prima e dopo il corso ECDL, attestabile al 29% degli impiegati sottoposti al test, contribuirebbe a una riduzione del 5% del tempo necessario per lo svolgimento delle proprie mansioni.

Sempre dal rapporto si può dedurre che, rispetto all’Europa, il livello della spesa informatica nel settore pubblico risulta più basso di quanto si riscontri nei Paesi europei. Il problema vero sono gli scarsi investimenti nel back office, che compromettono la qualità e l’efficenza dei servizi in rete della P.A. italiana. Una nota positiva arriva comunque dall’avanzato processo di informatizzazione dei servizi alle imprese.

Quel che manca è l’innovazione della Governance dell’ICT per ottenere qualità e creare valore, formando nel settore pubblico italiano degli alti profili professionali ICT.

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