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Wikipedia si aggiudica il Premiolino

Wikipedia si aggiudica il Premiolino, ma rimane al centro della polemica. Viene riconosciuta come strumento utilissimo, ma viene bocciata come veicolo di falsità e calunnia. Viene osannata per la sua utilità, ma viene affondata e denunciata

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Il Premiolino 2009 è andato a Wikipedia. Anche a Wikipedia. Sono infatti vari i premi previsti, ma uno su tutti è salito agli onori delle cronache: Wikipedia, la contestata enciclopedia aperte che trae linfa dal Web, ha ottenuto il riconoscimento grazie al mancato ritiro del premio da parte di Roberto Saviano.

«Fondato nel 1960, il Premiolino è il più antico premio giornalistico italiano. Il Premiolino viene consegnato a 7 giornalisti della carta stampata, della radio, della televisione e dei new media che si sono distinti per l’impegno professionale e per aver contribuito alla difesa dell’indipendenza delle opinioni e della libertà di stampa da qualsiasi condizionamento». Il sito ufficiale descrive così la natura della competizione, mettendo quindi in fila (pdf) i vincitori per l’anno 2009:

  • Massimo Bordin, Radio Radicale (radio)
  • Giovanni Dragoni, Il Sole 24 Ore (quotidiani)
  • Roberto Saviano, L’Espresso (settimanali)
  • Licia Granello, La Repubblica (Premio Birra Moretti)
  • Emilio Carelli, Sky Tg 24 (televisione)
  • Simonetta Fiori, La Repubblica (quotidiani)
  • Edizione in italiano di Wikipedia (new media)

Queste le motivazioni con cui la giuria (compostsa da nomi quali Milena Gabanelli, Giulio Anselmi, Enrico Mentana, Ferruccio de Bortoli, Gian Antonio Stella), in assenza di Saviano, ha consegnato il prestigioso riconoscimento: «Per aver messo a disposizione di tutti una grande enciclopedia aperta, democratica, incessantemente perfezionata in tempo reale (come dimostra ad esempio la scheda di Giorgio Napolitano rifinita dal suo stesso staff) fino a diventare uno strumento utilissimo per chi scrive». Un premio giornalistico ad uno «strumento utilissimo per chi scrive»: attorno alle motivazioni del premio si annida la natura stessa dell’amore odio nutrito nei confronti dell’enciclopedia. L’amore, infatti, è nei confronti di uno strumento tanto semplice e rapido, aggiornato ed utile. L’odio, invece, è radicato nell’incapacità di concepirne la natura di riferimento utile e non assoluto, di elemento complementare e non sostitutivo.

Attorno alla stessa dicotomia di giudizio si sviluppa una diatriba parallela al Premiolino che, sulla scia dei precedenti dell’Independent, rinnova la polemica in salsa italiana, partendo dalla storia di Buttafuoco Pietrangelo e trovando spazio sulle pagine del Giornale: «Lui, grazie a Wikipedia, si è preso del “fascista” e “nazista” da un deputato Idv che, per informarsi su chi fosse quel tale Buttafuoco Pietrangelo proposto ai vertici dell’Istituto del dramma antico di Siracusa, ha consultato le sue autorevoli fonti: la famosa enciclopedia web scritta da ignoti. Per tutta risposta Buttafuoco, giornalista e scrittore gli ha dato del “cretino”. Seguirà disputa legale. Tutta colpa di quel curriculum approssimativo scritto da Wikipedia. Così superficiale, da meritare un premio giornalistico, il Premiolino».

La diatriba si sviluppa tra un onorevole che ha raccolto informazioni non verificate da Wikipedia, ed una controparte secondo cui «è internet che diffonde immondizia […] Ma ormai nei premi giornalistici si procede con l’infausta logica della cosiddetta contaminazione […] La maggior parte dei giornalisti non fa altro che copiare e incollare da internet […] Ovviamente mi sono avvalso del contributo del mio avvocato per mettere un freno alle stupidaggini del signor Wikipedia. Grazie quindi anche al Premiolino perché abbiamo trovato la persona a cui recapitare l’azione legale o civile». L’intervista completa è disponibile su Il Giornale nell’articolo di Paolo Bracalini.

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