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Anche RIM cade vittima delle stock option

Super multa in arrivo per i CEO di Research In Motion Jim Balsillie e Mike Lazaridis, costretti dalla Ontario Securities Commission a versare 77 milioni di dollari canadesi di risarcimento per aver irregolarmente adoperato stock option retrodatate

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Ammonta a ben 77 milioni di dollari canadesi (62 milioni di dollari americani, ovvero 46,5 milioni di euro) la multa stabilita dall’Ontario Securities Commission nei confronti di alcune alte cariche della Research In Motion, la casa produttrice del celebre BlackBerry. Si tratterebbe in sostanza di un risarcimento imposto dalla Commissione per aver perpetrato tra il 1996 e il 2006 una pratica sleale conosciuta con il nome di ‘stock option backdating’.

Le accuse vertono quindi su di una pratica largamente diffusa tra le aziende, soprattutto nel campo della tecnologia, e che ha visto tra le vittime più illustri Apple, Adobe e Cnet. Nonostante il fatto non rappresenti di per sé una vera e propria frode, ma possa essere considerato una “semplice negligenza”, la Commissione si sarebbe decisa a sfoderare il pugno di ferro; secondo il legale di OSC Sasha Angus, «le sanzioni inviano il messaggio corretto che la condotta da noi osservata non sarà più tollerata da nessuno». Il problema non è infatti insito nelle stock option retrodatate, quanto in una errata comunicazione delle stesse ed una imperfetta iscrizione a bilancio dell’operazione. Oltre 150 aziende USA sarebbero già state colte con le mani nel sacco e le ammissioni di colpa avrebbero fino ad oggi stimolato l’approccio conciliante della SEC e delle altre istituzioni di controllo.

Mike Lazaridis, CEO e fondatore della compagnia, si vedrà quindi costretto a pagare alla Commissione una penale pari a 1,5 milioni di dollari canadesi (1,2 milioni di dollari americani) mentre il chairman Jim Balsillie dovrà versare 5 milioni di dollari canadesi (4 milioni di dollari US) più altri 700.000 per le indagini presso la Ontario Securities Commission. Al pagamento della penale contribuirà inoltre l’ex chief financial officer Dennis Kavelman tramite il versamento di 38,3 milioni di dollari canadesi (31,1 milioni di dollari americani), oltre ad altri 5,3 milioni da pagare a RIM come interesse. Il trio sarà inoltre tenuto a versare altri 44,8 milioni di dollari canadesi al fine di coprire i costi investigativi della compagnia, spesa alla quale avevano già contribuito con 15 milioni di dollari canadesi.

Balsillie non potrà inoltre per i prossimi 365 giorni assumere la direzione di altre aziende, pur mantenendo la sua carica dirigenziale all’interno di RIM. Sorte ancora peggiore per Kavelman, il quale non potrà assumere la carica di dirigente o azionario di alcuna azienda o entità finanziaria per i prossimi cinque anni.

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