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6600, il supercomputer targato CDC

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Tra gli anni ’60 e i ’70, vi fu una società all’avanguardia soprattutto nel campo dei supercomputer, ovvero quei calcolatori che per costo/mole/impiego vengono indirizzati non all’utenza singola ma a grosse realtà.

Questa è la CDC ovvero Control Data Corporation, nata nel 1957 e attiva inizialmente in un campo completamente differente dalla progettazione di supercomputer.

Poi però, agli inizi degli anni ’60 William Norris, CEO della CDC, decise che era giunto il momento di competere ad armi pari con avversari del calibro di IBM, e per fare questo iniziò ad espandere la propria società.

Tutto ciò porterà la CDC, nel 1964, a presentare il supercomputer CDC 6600, rimasto insuperato fino al ’69, con l’avvento del suo successore.

A capo della progettazione del CDC 6600 si trovava Seymour Roger Cray il quale era deciso a costruire il computer più veloce del mondo, con poche decine di ingegneri e un laboratorio distaccato dalla sede centrale (voluto dallo stesso Cray per le pressioni ricevute dai superiori).

Questo computer, all’epoca rivoluzionario, era dotato di una grossa capacità elaborativa, e fu uno dei primi ad avere un certo successo commerciale.

Certamente non furono tutte rose e fiori, e anche il CDC 6600 aveva i suoi punti deboli, come ad esempio lo sviluppo del sistema operativo, almeno inizialmente non all’altezza delle aspettative degli acquirenti.

La CDC immise poi successivamente sul mercato una versione con CPU e prestazioni inferiori chiamata CDC 6400, e una con doppia CPU derivata da quest’ultima e chiamata CDC 6500, mentre una ulteriore evoluzione della famiglia fu il CDC 6700 dotato di due CPU (una del modello 6600, l’altra del modello 6400).

Intanto alla IBM si chiedevano come potesse questa piccola azienda, progettare macchine di questo livello, ed erano sicuri di poterli contrastare con il progetto ACS, il quale però rimase allo stadio di concept, senza quindi impensierire il proprio avversario. IBM arrivò anche ad annunciare l’uscita di macchine che in realtà non erano esistenti, proprio per cercare in tutti i modi di rallentare le vendite di CDC, e per il quale fu poi chiamata in causa.

Il tutto mentre alla CDC si continuava la progettazione di nuovi successori della serie 6000: dunque il passo successivo sarebbe dovuto essere il modello CDC 6800.

Lo sviluppo si concretizzò nel modello 7600 il quale, anche se architetturalmente molto simile al predecessore 6600, in sostanza ne era incompatibile. Scelta fatta per privilegiare gli aspetti velocisti di questa macchina, dimostratasi agli atti di gran lunga più veloce e in grado di raccogliere l’eredità di supercomputer agli inizi degli anni ’70. Di fatti, questo di rivelò circa una decina di volte più prestante del modello 6600.

Dopo di questo, CDC si diede allo sviluppo di altri modelli come 8600, lo STAR e il Cyber, fino poi al tramonto negli anni ’90.

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