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Vodafone sposa 3, ma solo in Australia

I due operatori telefonici hanno raggiunto un accordo per costituire una joint venture in Australia. La nuova VHA consentirà a Vodafone di usufruire del brand 3, realizzando un forte risparmio e offrendo ai consumatori un network maggiormente capillare

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Fusione in vista per Vodafone e 3 (Hutchison Whampoa) pronte a unire i loro brand, ma solamente in Australia. Le due società daranno vita a una joint venture alla pari, offrendo agli australiani i loro servizi sotto le insegne di una nuova compagnia battezzata VHA. L’accordo consentirà a Vodafone e 3 di ridurre sensibilmente il personale, raggiungendo comunque circa sei milioni di consumatori in tutta l’Australia.

VHA potrà diffondere i suoi servizi utilizzando il marchio Vodafone, ma deterrà anche i diritti sul marchio 3 per l’Australia per un periodo di tempo determinato e rinnovabile. Detenendo un maggior numero di clienti, per equilibrare l’accordo Vodafone riceverà dalla costituita joint venture una quota in denaro pari a 500 milioni di dollari. Stando alle prime proiezioni, la fusione tra le due società potrebbe portare numerosi benefici dal punto di vista delle entrate, come dimostrano i ricavi pari a 4 miliardi di dollari registrati da Vodafone e 3 nello scorso anno fiscale terminato il 30 giugno 2008.

L’accordo tra i due operatori consentirà ai consumatori australiani di beneficiare di una rete di terza generazione più ampia ed efficiente. Unendo i loro rispettivi network, infatti, Vodafone e 3 potranno offrire la copertura del 95% della popolazione, il 63% della quale con connessioni UMTS. Successive implementazioni dei servizi di connettività potrebbero portare a una copertura 3G del 95% della popolazione in tempi brevi. «I consumatori potranno beneficiare di una gamma più ampia di servizi voce e dati, forniti sotto il marchio Vodafone attraverso un network di alta qualità, che attraverso nuovi investimenti già in corso porterà la copertura del 3G al 95% della poplazione» ha confermato Vittorio Colao, CEO di Vodafone.

Il patto locale tra Vodafone e 3 potrebbe consentire alle due compagnie un risparmio di circa due miliardi di dollari, con una ottimizzazione sia nelle fasi di sviluppo, progettazione e gestione dei network, sia dal punto di vista amministrativo. La riduzione dei costi passerà probabilmente anche da una diminuzione della forza lavoro, attraverso l’eliminazione delle posizioni lavorative in esubero derivanti dalla fusione.

La nascita di VHA, soggetta alla decisione degli azionisti di Vodafone e 3, non è però vista molto positivamente dagli analisti. La fine della concorrenza tra le due società potrebbe avere risvolti negativi per i consumatori, con un sensibile aumento delle attuali tariffe. La joint venture ridurrebbe di fatto il numero di operatori e dunque il livello di concorrenza in Australia, modificando gli attuali assetti che vedono al primo posto la compagnia telefonica Telstra, seguita da Optus con Vodafone e 3 nelle retrovie. Meno concorrenza potrebbe tradursi in tariffe più alte, specialmente per il comparto consumer, tradizionalmente più parcellizzato del settore business. Stando alle prime previsioni, VHA potrebbe rivelarsi forte proprio nel comparto consumer, con una fetta pari al 25% del mercato, e più debole nell’area business con il 15% del settore.

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