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Chi aspira a diventare un esperto IT deve essere “flessibile”

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Glen Van Der Vyver, Senior Lecturer del corso di Sistemi Informatici all’Università del Southern Queensland (Australia) in un articolo pubblicato sul Journal of Information Technology Education dal titolo “The Search for the Adaptable ICT Student”, apre la prospettiva su come dovrebbe essere il profilo dello studente ideale di Informatica.

L’aspetto più interessante riguarda appunto la flessibilità di apprendimento, intesa soprattutto come capacità di imparare sia gli aspetti tecnologici che quelli economici e di mercato delle applicazioni. Scrive Van Der Vyver:

Lo studente flessibile accoglie il cambiamento, apprende velocemente, capisce il mercato del lavoro, punta sulla varietà, è anonimo, predice il cambiamento e agisce come agente del cambiamento nell’azienda.

L’obiettivo che il futuro esperto IT deve tenere chiaro in mente, infatti, non è la performance assoluta di una certa tecnologia, ma in che modo questa può intervenire nei processi di business o di comunicazione per facilitarli, cercando di intuire i trend economici e il comportamento delle aziende partner e concorrenti.

L’articolo riporta i risultati di uno studio su un campione di studenti del secondo anno dell’Università Australian ICT, da cui emerge che gli “scolari” sono meno flessibili di quanto ci si possa aspettare da ragazzi che hanno scelto una carriera caratterizzata dal cambiamento.

Secondo Glen Van Der Vyver questo è dovuto al fatto che gli studenti non conoscono la realtà lavorativa del mondo IT. I più giovani sembrano più flessibili nella vita personale mentre preferiscono nella carriera un alto grado di stabilità e un percorso predefinito, cosa difficile per il settore IT.

L’imprevedibilità è tale per cui una certa competenza può diventare all’improvviso inutile e lasciare tutta una schiera di esperti senza lavoro. La ricerca di Van Der Vyver ha indagato fino a che punto gli studenti di tecnologia informatica fossero:

flessibili, tolleranti nei confronti dell’ambiguità e aperti al cambiamento.

Proprio perché la vita professionale che li aspetta imporrà loro uno stato di continua mutazione dei ruoli, la necessità di un aggiornamento costante e, di conseguenza, uno stato di stress molto alto che richiede una personalità in grado di sopportarlo senza soccombere.

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