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Facebook pagò 65 mln per le accuse di plagio

Facebook avrebbe speso 65 milioni di dollari per chiudere la causa legale con i responsabili di ConnectU, che avevano accusato gli autori del social network di aver copiato codice e idee per il loro portale. L'entità dell'accordo doveva rimanere segreta

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È rimasta segreta meno a lungo del previsto la cifra spesa da Facebook per concludere la disputa legale con ConnectU. Stando alle ultime informazioni, infatti, il famoso social network avrebbe versato circa 65 milioni di dollari ai fondatori della società che avevano accusato Mark Zuckerberg di aver copiato loro l’idea per un portale sociale universitario. La cifra dell’accordo, destinata a rimanere segreta, è stata rivelata attraverso una brochure promozionale dello studio legale che seguì il caso per conto di ConnectU.

«Vinti 65 milioni di dollari in un accordo legale con Facebook». Questo il messaggio pubblicato su una newsletter promozionale dello studio Quinn Emanuel Urquhart Oliver & Hedges che ha rivelato la cifra del patto raggiunto tra Facebook e ConnectU. Un dettaglio che non doveva essere rivelato, tanto da aver spinto le parti in causa a convincere il giudice che si occupava del caso a far sgomberare l’aula del tribunale, sottraendo così i particolari dell’accordo alle orecchie indiscrete della stampa.

La rivelazione della cifra pagata da Facebook per chiudere la causa sarebbe stata del tutto non voluta, tanto da aver spinto il principale responsabile dello studio legale, Quinn Emanuel, a richiedere la rimozione dell’informazione riservata dalla newsletter, ma era ormai troppo tardi. La gaffe potrebbe ora inasprire ulteriormente i rapporti tra Quinn Emanuel e i responsabili di ConnectU, che durante lo scorso anno disposero il suo licenziamento dando vita a una nuova battaglia in tribunale per la parcella del legale. L’avvocato richiede, infatti, circa 13 milioni di dollari per il suo operato, ma la società di ConnectU non sembra essere disposta a elargire una simile cifra. La disputa sarà presto oggetto di un arbitrato.

Dal canto suo, Facebook ha preferito non commentare l’accaduto né tanto meno confermare l’entità della cifra versata a ConnectU per dirimere la questione legale. I 65 milioni di dollari sembrano comunque costituire una magra consolazione per Cameron e Tyler Winklevoss, gli autori del social network ConnectU dal quale Mark Zuckerberg avrebbe copiato alcune caratteristiche per il suo portale. Considerata la tempistica, infatti, l’accordo tra le parti sarebbe stato raggiunto nel momento di massima valutazione di Facebook, quando l’intero valore della società era stimato intorno ai 15 miliardi di dollari.

La cifra appare esigua anche se raffrontata all’attuale valore del famoso social network, valutato intorno ai 4 miliardi di dollari, ma comunque sufficiente per ripagare le spese legali e consentire ai fratelli Winklevoss di incassare un buon risarcimento. L’accordo ha fatto decadere le accuse nei confronti di Zuckerberg, accusato di aver sottratto ampie porzioni di codice e l’idea di ConnectU per creare Facebook.

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