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I Conservatori britannici chiamano Schmidt

Dopo aver collaborato con Barack Obama, per il CEO di Google si apre ora una collaborazione con il Partito conservatore britannico. Erich Schmidt farà parte di un comitato di tecnici chiamati al difficile compito di risollevare le sorti dell'economia

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Sembra essere sempre più richiesto Eric Schmidt, il famoso CEO di Google. Dopo aver collaborato nel periodo della campagna elettorale statunitense e durante la transizione verso la nuova amministrazione con Barack Obama, ora il principale responsabile del colosso delle ricerche online farà parte del britannico Economic Recovery Committee da poco annunciato dal leader conservatore David Cameron.

Stando alle prime informazioni, Erich Schmidt diverrà consulente per gli affari commerciali internazionali del Comitato, mettendo dunque a disposizione la sua esperienza per studiare nuove misure per contrastare la crisi economica. Attraverso il nuovo Economic Recovery Committee, infatti, il Partito conservatore britannico vuole mettere in campo una innovativa strategia di azione per proporre nuove politiche economiche per risollevare le sorti della Gran Bretagna. Un compito per nulla semplice e dettato anche dalla necessità di presentare un piano credibile per le prossime elezioni politiche previste per l’anno in corso.

Il comitato concepito dal leader conservatore David Cameron si riunirà ogni quindici giorni, monitorando così costantemente l’andamento dell’economia e valutando nuove soluzioni per la crisi. Un impegno notevole, specialmente per Eric Schimidt che vive in California e che probabilmente non parteciperà di persona a tutti gli incontri dell’Economic Recovery Committee.

Salvo cambiamenti, il CEO di Google sarà l’unico rappresentate del comparto tecnologico all’interno del Comitato, in cui lavorerà anche Christopher Gent, già amministratore delegato di Vodafone. Per Schmidt la collaborazione con il Partito conservatore britannico sarà una esperienza nuova, che lo obbligherà a confrontarsi con posizioni e principi anche molto distanti da quelli sostenuti nel corso degli ultimi mesi per supportare la corsa elettorale di Barack Obama.

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