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Il monopolio naturale prende forma?

Era il 21 novembre 2007. È passato più di un anno, insomma, da quando riportammo una analisi Credit Suisse che ipotizzava per il mercato dei motori di ricerca una serie di circostanze particolari tale per cui si configurava la possibilità di un monopolio naturale. Google, insomma, veniva giudicato nelle condizioni ideali per poter raggiungere una [...]

Era il 21 novembre 2007. È passato più di un anno, insomma, da quando riportammo una analisi Credit Suisse che ipotizzava per il mercato dei motori di ricerca una serie di circostanze particolari tale per cui si configurava la possibilità di un monopolio naturale. Google, insomma, veniva giudicato nelle condizioni ideali per poter raggiungere una egemonia totale sul settore, e tutto ciò grazie ad una serie di condizioni che ne avrebbero favorito tale posizione.

Si chiamano monopoli naturali quei settori di attività economica che si caratterizzano per rendimenti strettamente crescenti (il costo di produzione dell’ultima unità è inferiore a quello di tutte le precedenti) e di conseguenza per dei costi medi strettamente decrescenti (il costo medio diminuisce all’aumentare del volume di produzione poiché la curva del costo marginale è sempre al di sotto di esso). In tali settori un operatore unico è più efficiente di una pluralità di operatori.

A distanza di poco più di un anno i numeri sembrano confermare le analisi Credit Suisse: Google, sebbene già domini in lungo e in largo il mercato, sembra non aver difficoltà nel mantenere la propria posizione. Anzi, cresce addirittura, e più di qualsiasi altro motore sul mercato. Yahoo cade, Live Search arranca, gli altri son briciole.

A distanza di poco più di un anno: ma allora Credit Suisse aveva ragione?

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  • LeoB

    In una analisi prettamente economica il concetto di monopolio naturale è pienamente applicabile a questo mercato.
    A mio parere l’analisi è incompleta perchè non analizza l’aspetto sociologico, con cui a breve ci scontreremo (e forse si notano i primi segni già ora):

    -La gente inizia a diffidare di chi detiene una così grande mole di informazioni personali come Google.

    -Potrebbe esserci una volotà di frammentare la propria attività online per non permettere al motore per eccellenza di raccogliere tutte le informazioni su di noi.

    Quando si parla di raccolta dati a pochi interessa, ma quando questi dati sono i Nostri dati… allora i discorsi forse cambiano.

  • http://n.d. Paolo

    Anche AltaVista aveva una quota del mercato molto alta … e poi… puff!!! e’ arrivato Google.
    Se Google continua ad innovare può fare molto molto bene. Ma può crollare da un giorno all’altro…

  • Enzo R.

    Nello scenario cui facciamo riferimento tutto è possibile, per motivi vari e più che noti. Il proverbio “chi troppo sale….” vale anche in economia, tuttavia siamo in un mercato difficilmente paragonabile ad altri. Google ha capito prima di altri la forza dell’innovazione, senza mai(ad oggi) addormentarsi sugli allori: nel settore IT il binomio Innovazione – Qualità ha una valenza immediata e di una rilevanza tale che non trova riscontri nelle esperienze di mercati più tradizionali.